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// Campsnap Pro

C’era un tempo in cui avere una fotografia-ricordo di un momento importante, una festa, una gita era più che sufficiente; non importava la qualità, non importava la nitidezza non importava null’altro che non fosse l’essere riusciti a catturare un ricordo. Era il tempo delle usa e getta, fotocamere che, se andava bene, su 36 pose restituivano 4-5 immagini decenti: non c’erano impostazioni, non c’erano competenze (al massimo, su quelle più evolute si poteva attivare o meno il flash) ma solo l’intenzione di cogliere una determinata situazione per provare a donarle imperitura memoria. 




// Professionisti professionali

Questo post somiglierà più a uno scioglilingua (o probabilmente, per qualcuno, ad un delirio) che altro ma è un sassolino che da sempre vorrei togliermi dalla scarpa: il fastidio che provo nel leggere certi accostamenti o sui impropri di termini è quasi urticante, soprattutto quando a farlo sono colleghi o addetti ai lavori. Ho deciso di scrivere qualcosa in proposito. 

 

 

// Gli strumenti IA che utilizzo

Passa il tempo, cambiano le esigenze. Dal mio ultimo post sull’uso delle funzionalità AI (o IA che dir si voglia) nel mio workflow fotografico è passato parecchio tempo e sento di dover aggiungere qualche nuova informazione. Camera Raw offre interessanti possibilità e potenti strumenti che, a mio parere, possono convivere con l’etica fotografica tradizionale o perlomeno quella che mi sono imposto di seguire. Oggi vi parlerò appunto di come l’espansione generativa di Camera Raw (e Lightoom) risulti essere un vero toccasana quando, ad esempio, non posso utilizzare il treppiede. Se vi state domandando il nesso tra questi due strumenti, continuate la lettura. 

Lisa, 2026 - in questa fotografia ho utilizzato una funzione IA utilissima


 

// Tamron 25-200mm f/2.8-5.6 Di III G2

Sono passati quasi 20 anni (meglio che non ci pensi, va!) da quando acquistai la mia prima reflex digitale, una Canon EOS 350D con obiettivo Kit 18-55 USM. Nel giro di poco sentii il bisogno di aumentare le mie possibilità di inquadratura e fu così che presi il primo obiettivo, un 70-300 Tamron. Non ci volle molto per accorgermi che questa combinazione risultava un po' scomoda e così acquistai il mio primo obiettivo tuttofare: un Tamron 18-200mm 3,5-6,3 che svolse degnamente il suo compito ma non tardò a mostrare i tipici limiti di quei prodotti: calo evidente di qualità agli estremi e AF tutt’altro che performante.
A quel tempo comodità e qualità non andavano particolarmente d’accordo su questo tipo di prodotti e questa situazione è perdurata per diversi anni al punto di sembrare un’impresa impossibile. 

 


Il nuovo Tamron 25-200 f/2.8-5.6 Di III VXD G2 riprende la linea e materiali degli altri G2


// Il messaggio di/in una fotografia

(il pallone di Schrödinger)

Che messaggio porta con sé una fotografia? E’ questa una questione che da tempo immemore attanaglia menti e coscienze di tanti. C’è chi dice che una fotografia non deve essere spiegata, chi invece sostiene che sia assolutamente necessario accompagnarla da un testo, chi si pone su altre posizioni intermedie. Mi è tornato in mente questo argomento come tema per questo post proprio mentre visionavo e selezionavo le fotografie di un recente “giretto” in Val D’Aosta.

Vetan, 2025


// Tamron 24mm f/2.8 Di III OSD M1:2

 
Fino a qualche anno fa, nell’ampio catalogo di obiettivi Tamron, figuravano diverse focali fisse anche molto apprezzate: il 35mm f/1,4, l’85mm f/1,8 VC, il 60mm f/2 macro e i vari 90 e 180 macro prodotti negli anni. Con la trasformazione del mercato e l’arrivo delle mirrorless come formato principale, l’azienda si è concentrata quasi esclusivamente sulla produzione di obiettivi zoom (di alcuni ne ho già parlato negli scorsi post).
In realtà, spulciando bene il catalogo, possiamo facilmente constatare la presenza di tre obiettivi a focale fissa, disponibili unicamente per Sony E, nelle varianti 20,24 e 35mm.

 

Il 24 e il 35mm Tamron sono esteticamente identici

 

// Disarmonia Mundi - The Dormant Stranger

Avevo un pò perso le speranze, lo ammetto. Dopo aver infilato tre album di assoluto spessore, toccando vette altissime con Fragment e Mind Tricks, il duo piemontese mi sembrava aver perso un pò la rotta. The Isolation Game non mi ha mai convinto completamente e il successivo Cold Inferno era proprio uscito dal radar. 

Disarmonia Mundi - The Dormant Stranger (Coroner Records 2025)


// Tamron 70-180 f/2.8 Di III VXD

Lo zoom di focale 70-200 f/2,8 è sempre stato un caposaldo di qualsiasi corredo fotografico in quanto rappresenta una soluzione estremamente versatile ed adatta ai generi di fotografia più diversi, dal paesaggio alla moda passando per sport e natura. Tamron ha sempre avuto a listino delle eccellenti alternative ai costosi zoom professionali “ufficiali” e i suoi 70-200 hanno accompagnato per anni amatori e professionisti. Con l’avvento dei sistemi mirrorless tale focale è stata ovviamente riproposta e leggermente rivista e ridotta nelle dimensioni, diventando un interessantissimo 70-180mm f/2,8: è proprio di lui (anzi, di loro!) che vi voglio parlare oggi! 


Il Tamron 70-180 f/2,8 Di III VXD

// Jpeg, non Jpeg o... quale Jpeg?

Il lancio della recente OM System OM-3, fotocamera decisamente orientata alla creazione di foto e video pronti all’uso, assieme all’esperienza pratica che ne ho fatto durante il test per scrivere i vari articoli a riguardo, hanno fatto riaffiorare alla mente uno dei dubbi più diffusi nel mondo della fotografia digitale: ha senso scattare in formato Jpeg? E’ utile? Si Può fare buona fotografia cercando di ottenere uno scatto finale direttamente nella fotocamera (Jpeg OOC)? 
 
 




// Obscura - A Sonication

Per tantissimi appassionati la prima settimana di febbraio significava solo una cosa: il nuovo disco del Dream Theater che segna il ritorno di Mr Portnoy dietro le pelli. Per quanto mi riguarda il Teatro dei Sogni ha chiuso battenti diversi lustri fa, dopo quel Metropolis Pt II non sono davvero più riuscito a farmi piacere mezzo disco (e li ho comprati comunque praticamente fino a The Astonishing); pertanto, è chiaro che non era Parasomnia che attendevo al varco. 

 

Febbraio 2025 - Obscura, A Sonication

 

// Il ritratto: una cosa a tre

Domenica ho tenuto uno dei miei workshop e, tra i tanti argomenti affrontati, c’è stato anche quello relativo ai protagonisti che concorrono alla riuscita di un ritratto. Sebbene la risposta più semplice (e logica) possa essere quella che vede fotografo e soggetto come gli unici indiziati, c’è da considerare una terza ed ingombrante presenza che gioca forse il ruolo più importante di tutti: lo spettatore, ossia colui che, osservando l’opera la caricherà di significato.



// Aspect Ratio | 4:3 Vs 3:2

Come avete sicuramente letto, da un paio di mesi non fotografo più solamente con il mio storico brand Olympus / Om System; non vi tedierò con qualche inutile ed insulso confronto di prestazioni e files (uso entrambi i formati senza rilevare nessun tipo di differenza qualitativa significativa al momento) pertanto vorrei far vertere questo post su un’altra faccenda che pur riguarda i due differenti formati in uso.  

 


// Ciao - Ciao 2024

 

Siamo giunti per davvero anche alla fine di questo anno solare (ma come è successo?) e quindi mi pare doveroso un post di chiusura degno di tale nome.
Non posso certo definire questo 2024 il miglior anno della mia vita ma è stato sicuramente ricco di momenti di riflessione che mi hanno portato a prendere molte (e strane) decisioni.
 
 

 

// Il tempo e il fotografo

Il fotografo ha bisogno di tempo. E non solo per realizzare una fotografia. Senza generalizzare troppo, posso affermare il tempo è un elemento imprescindibile per la mia continua evoluzione fotografica.


E' successo tutto ieri e in maniera molto naturale: due fatti, inizialmente completamente slegati tra loro sono diventati le scintille di questa piccola riflessione.

// Far from home ... e dal mio PC

Ieri pomeriggio ho realizzato un servizio fotografico con Marika, una giovane e bella pugliese originaria di Terlizzi con cui ero in contatto già da qualche mese. 

Come ogni estate passo parecchio tempo fuori sede, tornando nella mia terra natìa per il periodo estivo, ma questo non significa che interrompa la mia pratica usuale di fotografare persone: per un fotografo che ama il ritratto cercare nuovi soggetti è una esigenza e pertanto, ovunque mi trovi, sono sempre pronto a lanciarmi in qualche sessione.


// Fotografia è sempre

Una settimana fa esatta, in questo preciso momento, ero con un compagno di viaggio, sotto una abbondante pioggia in quel di Montescaglioso, nei pressi di Matera. 

Montescaglioso, MT - 2023



Alcune delle più interessanti fotografia street realizzate nel mini-viaggio lucano le ho fatte proprio in questa situazione che da molti sarebbe stata considerata completamente ostile. E' stato proprio questa situazione e questo risultato a farmi fare questa serie di considerazioni che seguono e che ho piacere di condividere con voi. 


// OM-1 solo per ritratto

E' corretto prendere in considerazione l'acquisto della OM System OM-1 come fotocamera da dedicare unicamente alla fotografia dinamica?
E' una domanda che mi sono posto in prima persona diverse volte prima di procedere all'acquisto della mia OM-1 considerando che, per l'appunto, sport e caccia fotografica non sono generi che pratico assiduamente, tantomeno professionalmente.

Perché allora investire nel più evoluto corpo macchina Olympus / OM System? 

 

 

// Mirino Si, Mirino No

L'uscita della nuova Olympus PEN E-P7 ha portato alla ribalta numerose riflessioni sulla necessità, o meno, di continuare ad integrare il mirino elettronico su qualsiasi modello di fotocamera come caratteristica irrinunciabile per ogni macchina fotografica “seria”.

La prova della suddetta fotocamera (puoi leggere la mia recensione qui) mi ha portato a riflettere sulla questione da un punto di vista differente. 


La nuova Olympus PEN E-P7 è sprovvista di EVF





Incontro On Line: La Luce nel Ritratto

Troppo spesso caratteristiche di nitidezza, tridimensionalità, composizione di uno scatto vengono erroneamente collegate con qualità intrinseche dell'attrezzatura dimenticandosi che la prima vera responsabile della qualità di una fotografia è la LUCE. E' la luce che definisce la leggibilità, il volume, e in definitiva il messaggio di uno scatto: è in parole povere la CHIAVE dei nostri scatti.




// Fake or Real ?

Che la post-produzione serva e sia addirittura fondamentale nel processo creativo che porta dal click al risultato finale (fotografia) è assodato. Non sarò certo io a dirvi che la foto deve "uscire bene" già dalla macchina e altre sciocchezze che spesso si leggono e odono in giro .
(ne parlo in maniera più approfondita nel mio libro, se vi interessa l'argomento).

Tuttavia, e sottolineo - tuttavia - , c'è una caratteristica che una fotografia non deve e non può perdere per continuare a considerarsi tale: il proprio rapporto di esistenza con il tempo.
Una fotografia perde il suo ruolo di documento nel momento in cui perde il proprio rapporto con il momento in cui è stata presa. 

 

Lecito o non lecito? Dipende dallo scopo