// Tamron 25-200mm f/2.8-5.6 Di III G2

Sono passati quasi 20 anni (meglio che non ci pensi, va!) da quando acquistai la mia prima reflex digitale, una Canon EOS 350D con obiettivo Kit 18-55 USM. Nel giro di poco sentii il bisogno di aumentare le mie possibilità di inquadratura e fu così che presi il primo obiettivo, un 70-300 Tamron. Non ci volle molto per accorgermi che questa combinazione risultava un po' scomoda e così acquistai il mio primo obiettivo tuttofare: un Tamron 18-200mm 3,5-6,3 che svolse degnamente il suo compito ma non tardò a mostrare i tipici limiti di quei prodotti: calo evidente di qualità agli estremi e AF tutt’altro che performante.
A quel tempo comodità e qualità non andavano particolarmente d’accordo su questo tipo di prodotti e questa situazione è perdurata per diversi anni al punto di sembrare un’impresa impossibile. 

 


 



L’esplosione del mercato della fotografia digitale, la sempre miglior tecnologia disponibile e la continua ricerca hanno tuttavia pian piano modificato questa situzione. Il primo zoom a cambiare drasticamente la percezione di questo tipo di obiettivi, almeno per quel mi riguarda, fu lo spettacolare Olympus Zuiko 12-100mm F/4 Pro IS che, combinava una costruzione professionale con una qualità di immagine inedita sul range di focali 24-200mm. Da quel momento in poi molti produttori hanno lavorato sodo per proporre alternative di qualità in questa tipologia di prodotti, particolarmente appetibile per chi cerca comodità e flessibilità. Tamron, in particolar modo, ha investito molte risorse in questa direzione, sfornando negli ultimi anni modelli per APS-C e Full Frame in continua progressione qualitativa: il nuovo Tamron 25-200 f/2,8-5,6mm Di III VXD G2 rappresenta attualmente l’apice di questa ricerca e sviluppo. 

 


 
 

 
La grande varietà di inquadrature possibili e l' AF molto reattivo lo rendono perfetto per reportage
 

Come già successo per il modello 16-30 f/2,8 G2, di cui ho avuto già il piacere di parlarvi (e che continua a stupirmi positivamente ad ogni nuovo utilizzo), anche in questo caso il suffisso G2 porta anche una modifica strutturale nel range di focali, rendendolo di fatto, un progetto completamente nuovo. Il vecchio, apprezzatissimo, modello partiva infatti dalla focale di 28mm; il nuovo G2 guadagna preziosissimi mm nella focale inferiore e questo ne aumenta ulteriormente l’appeal. 


Il nuovo Tamron 25-200 G2 non disdegna alcun genere fotografico


La costruzione dell’obiettivo è di ottima fattura, come tutti gli altri esemplari della famiglia G2: solido e robusto al tatto, realizzato con ottimi materiali e ghiere fluide e precise. E’ presente l’ormai nota porta USB-C che permette la personalizzazione di alcune funzioni e per l’aggiornamento software/firmware per future compatibilità. È presente un tasto di blocco (lock) per evitare l’allungamento involontario dello zoom durante le fasi di trasporto e un tasto AF Lock. Anche su questo prodotto, inoltre, Tamron ha mantenuto lo standard del diametro da 67mm, una scelta sempre molto gradita per chi fa largo uso di filtri circolari. 






Purtroppo non posso fare paragoni diretti con il precedente modello in quanto non l’ho potuto mai utilizzare ma, basandomi su diversi feedback raccolti, la soddisfazione degli utilizzatori era già alta, e questo spiega il di tanto interesse anche da parti di “vecchi” utilizzatori fin dall’annuncio.
Nel corso degli anni questa tipologia di super-zoom ha raccolto sempre più consensi anche da parte di quegli utilizzatori più scettici (tra cui inserisco anche me stesso: memore della suddetta esperienza, non avevo più preso in considerazioni estensioni così ampie di focali) a dimostrazione dell’elevata qualità generale raggiunta. A questo cambio di percezione hanno sicuramente concorso anche i recenti software e tools di sviluppo digitale, in grado di colmare alcune lacune con algoritmi sempre più performanti (riduzione rumore, correzione geometrica, etc) migliorando ulteriormente l’output finale dei file ottenibili
L’impressione che ho avuto, senza andare a cercare il pelo nell’uovo con ingrandimenti a schermo esagerati, è che in condizioni di utilizzo reali, questo 25-200 G2 può tranquillamente competere con zoom meno esagerati, come ad esempio il Sony 24-105 G f/4 che ho avuto modo di utilizzare in situazioni analoghe: Se si considerano i 100mm extra a disposizione questo è un risultato notevolissimo (il Sony 24-105 G è uno zoom di qualità molto alta e con un’ottima resa a tutte le focali).  



Anche croppando un pò la qualità resta molto alta.


L’autofocus, altro punto dolente dei primissimi zoom di questo tipo, ha raggiunto ormai performance davvero interessanti ed anche su questo 25-200 non fa eccezione: è risultato veloce e reattivo, supportando anche con le moderne tecnologie di riconoscimento viso/occhio (le mie foto sono state realizzate con una non più recentissima A7III che però si difende ancora egregiamente pur non avendo algoritmi AI per il tracking).
Utilizzare una lente con questa escursione equivale insomma ad avere con sé un intero corredo e questo, soprattutto in situazioni che richiedono prontezza, è di grande comodità. 

 



 
Il primo test sul campo è stato durante un evento sportivo di corsa campestre, in cui mi sono divertito, senza impegno, a fare un po' di foto a mio figlio e qualche extra per il sito della sua squadra. In situazioni ad ampio respiro come queste, poter scegliere tra tante soluzioni di inquadratura è davvero comodo ai fini di un reportage; va inoltre considerato che utilizzando un sensore con maggior risoluzione aumentano anche le possibilità di crop e di conseguenza di ottenere tagli e inquadrature ancora più vari. Già i 24 MP della A7 III si sono rivelati più che sufficienti anche in questo caso ad ulteriore dimostrazione della qualità delle immagini prodotte. 

 

 

L'unico (piccolo) appnuto che mi sento di fare peccato è relativo alla luminosità massima di f/2,8 che resta tale solo alla focale minima 25mm: a 28mm il diaframma minimo risulta f/3,2 per poi diventare f/3,5 a 35mm, f/4 a 50mm e infine raggiungere il valore di f/5,6 dai 100 ai 200mm. Sicuramente non è un grosso problemi per fotocamere ormai in grado di offrire prestazioni super anche a ISO molto elevati, senza tirar in ballo i potenti software di denoise ormai miracolosi. Sicuramente, se si cerca maggior luminosità su questo range di focali è necessario rivolgersi ad altre soluzioni rinunciando però a questa flessibilità.

Immagine promozionale - copyright Tamron EU 


Il nuovo Tamron 25-200 G2 si pone insomma come all-in-one perfetto per il fotoamatore che cerca comodità e qualità, ma non escluderei anche un utilizzo più professionale, se compatibili con la sua natura (magari affiancato proprio dal recente 16-30 G2 per una copertura totale di tutte le focali da viaggio) perché non lesina né in QI nè in prestazioni. 
Davvero un ottimo lavoro da parte di Tamron.

Attualmente il 25-200 G2 è disponibile solo con innesto Sony E.
Qui tutte le informazioni ufficiali.


Si ringrazia Polyphoto SPA, distributore per l'Italia del marchio Tamron, per la collaborazione

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