// Mini Spazio Creativo

Le scuole sono finite, i miei figli trascorrono le mattine a casa e questo ha ridotto drasticamente le mie mattinate e il tempo libero che dedicavo a sperimentare, testare qualche nuovo prodotto o semplicemente rilassarmi un attimo facendo qualche ritratto per mio piacere. Urgeva una soluzione che fosse allo stesso tempo funzionale ma anche strategicamente posizionata (praticamente a casa). E così, memore del già positivo utilizzo fatto alcuni mesi fa (ve ne avevo accennato qui) ho ulteriormente ottimizzato l’idea di utilizzare il box auto come “spazio creativo”. 
 





Il primo step - che ha incontrato decisamente anche i favori di mia moglie - è stato provvedere a rendere agibile il box con l’eliminazione di tantissime cianfrusaglie accumulatesi nel tempo, oltre ad una pulizia generale dell’ambiente (che mi ha fatto “vincere” un paio di giri in discarica senza passare dal via!!); con questo “immane sforzo” (tre mattine e parecchio sudore – non è proprio freschino qui) sono riuscito a rimuovere praticamente tutto il superfluo presente riuscendo ad rivedere parti del locale dimenticate ed ad avere disposizione il 100% dello spazio.  
 
 
il prima ve lo risparmio :)
 

Il mio spazio creativo domestico era ormai quasi pronto.
Ma a proposito, cosa è uno spazio creativo? Che caratteristiche deve avere? E a cosa deve servire? 
 
Backstage dalla mini-sessione con Diana


La risposta a questi quesiti è ovviamente molto personale e variabile, in maniera anche sensibile, da persona a persona. Il mio spazio creativo non ha dimensioni predefinite, può essere un salone enorme o un piccolo garage (per l’appunto): la cosa importante è che devo averne il completo controllo e ben chiaro cosa poterci fare. In questo periodo, la mia necessità primaria era quella di avere un posto tranquillo dove poter realizzare qualche scatto interessante (per me) senza dovermi allontanarmi da casa; uno spazio a portata di mano che mi permettesse di realizzare qualche progetto gestendomi con rapidità.
Ho trattato spesso nei miei post del come spesso mi trovi a lavorare in spazi/location non proprio ampi e questo è un fattore di sfida che mi piace molto. Le dimensioni limitate sono allo stesso tempo uno stimolo a trovare nuove soluzioni per ottimizzare spazio e risultati; nel mio caso ho fatto un uso misto di materiale da bricolage e attrezzature professionali. 
 
 
Il mio fedelissimo Nanlite Forza 60B II
 

Compresi i limiti della struttura tutto quel che serve è adattamento e creatività. 
Quando non ci sono limiti di spazio tutto è più semplice: gestione del soggetto, inquadrature, posizione delle luci... senza contare i movimenti del sottoscritto (notoriamente non proprio minuto) che non deve guardarsi dall’infortunarsi ad ogni passo; quando lo spazio è pochissimo è necessario trovare alternative, utilizzare quello che si ha in maniera originale, sfruttare al massimo la struttura ravvicinata delle pareti e del soffitto, riducendo al minimo gli ingombri: ogni elemento in più presente nello spazio utilizzabile diventa un enorme ostacolo ai movimenti di tutti. In un contesto professionale questo approccio sarebbe inammissibile ma qui siamo nel mio blog, dove racconto di tutta la mia fotografia, e quindi per lo scopo che mi sono preposto, è invece più che sufficientee i primi usi me ne hanno dato conferma.  
 
Diana | 2026

Elisabetta | 2026

 
L’unico aspetto ancora da ottimizzare è la pavimentazione, ancora troppo grezza e polverosa: devo trovare una soluzione che utilizzi un materiale semplice, economico e lavabile in maniera molto rapida. Questo aumenterà le possibilità d’uso del mini-studio-box, permettendo anche, ad esempio, posizioni a terra e nuove inquadrature. 
 
 
Elisabetta | 2026

Nicole | 2026
 
Diana | 2026
 
Al momento il fondale principale (bianco) non è stato installato perché i supporti che avevo a disposizione non permettono di sfruttare tutta la larghezza del vano. Tale porta-fondali sarà presto sostituito da un’ asta auto-pole, che andrà parete a parete, in modo da poter sfruttare completamente la larghezza del box e poter montare fondali più larghi (e lunghi). Al momento, per semplificare al massimo cambi di situazione e di fondale ho approntato un secondo set mobile per utilizzare fondali in tela, sfruttando due stativi da fondale e delle lunghe aste in legno che uso come sostegno trasversale; comodissime ed economiche pinze da bricolage fanno il resto: poca spesa, tanta resa. 
 
 
Diana | 2026
 
Nicole | 2026



Anche l’uso dei softbox ed illuminatori è molto limitato in questa situazione, per cui mi sono affidato a quelli più compatti in mio possesso, sfruttando al massimo la possibilità di far rimbalzare la luce per aumentarne la portata e modificarne la resa. 
 

 

Tutte i ritratti pubblicati in questo post sono stati realizzati nello spazio descritto utilizzando illuminazione artificiale di tipo LED o Flash. 
Per adesso, il mio piccolo spazio creativo a funzionato benissimo e anche le stampe finali lo dimostrano. Molto soddisfatto!! 






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info@ugobaldassarre.com

 

 

 

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