// Alla scoperta di Urbex

Uno degli aspetti più interessanti della attività di fotografo è quella di poter conoscere tante persone. Ancora più interessante se si unisce a questo l'attività didattica e di formazione. E' stato proprio durante un Workshop di ritratto che ho conosciuto Manuela e Antonio, appassionati  anche un po' ossessionati (l'ossessione fa parte del gioco) dall'esplorazione fotografica urbana.




Nel corso delle settimane e dei mesi ho osservato il loro lavoro e alla fine ho deciso che sarebbe stato interessante creare una serata in cui potessero parlare del genere fotografico praticato e allo stesso tempo stimolare e mettere in guardia nuovi praticanti dai rischi del "mestiere".











E' stato ancora il Modulo Eco in piazzale della Pace a Parma ad ospitare la serata URBEX. Una piccola combriccola di curiosi ha potuto così comodamente godere della bella serata e scoprire cose interessanti.
Antonio Piazza e Manuela Arcari non praticano fotografia per lavoro, e questo è sicuramente la loro forza portante. Nessun committente, nessun obbligo, solo la spinta dell'adrenalina e della scoperta di posti assolutamente incredibili.



Urbex sta per Urban Exploration, ossia esplorazione (e documentazione fotografica) urbana di luoghi abbandonati o dimenticati. trattasi principalmente di ville, antiche dimore, chiese e monasteri, ma non mancano anche spettacolari impianti industriali ormai lasciati in balia della ruggine.

La premessa che Antonio e Manuela fanno subito è che Urbex è una attività fuori legge perché, per quanto praticata nel massimo rispetto della proprietà altrui e della propria sicurezza, trattasi sempre di entrare in proprietà private.
Lo scopo di chi pratica Urbex in maniera seria e responsabile è quello di valorizzare e portare alla luce veri e propri gioielli di architettura dimenticati e lasciati in pieno degrado.





Le foto parlano da sole ma si fa davvero fatica a credere che questo patrimonio sia relegato al dimenticatoio e al saccheggio, da parte di comuni ed amministrazioni competenti.

Le spedizioni, ci raccontano Antonio e Manuela, si fanno sempre in piccoli gruppi, mai da soli. Problematiche di ogni tipo possono insorgere ed è sempre meglio che ci sia qualcuno pronto ad intervenire, chiamare aiuto o semplicemente dare supporto. Gruppi troppo numerosi diventano vistosi per cui diventa invece complicato passare inosservati.

E' il buon senso, come sempre, che deve muovere le azioni di chi si avventura in queste missioni. La possibilità di essere fermati per un controllo da parte di forze dell'ordine o dei proprietari degli immobili è sempre dietro l'angolo e spesso solo spiegando la buona fede, mostrando il lavoro fotografico e il progetto che c'è dietro si riesce a evitarsi qualche seccatura.
Un atteggiamento sempre positivo e collaborativo è la cosa migliore (ma questo vale quasi sempre in fotografia: indispettire non è mai una scelta saggia).

I luoghi esplorati sono segretissimi. I partecipanti a queste spedizioni, di tutta Europa, condividono queste informazioni solo con altri fotografi fidati: provare a farsi rivelare l'ubicazione di questi posti è una impresa impossibile senza prima essere diventati parte del gruppo e persone fidate.



Antonio ci ha raccontato anche di come ci siano vari approcci al genere da parte di vari fotografi. C'è chi rispetta al massimo la proprietà altrui, evitando di entrarvi se non c'è un varco già accessibile (non si scassina o non si forza niente!!) e c'è chi invece addirittura rompe e modifica gli scenari per poter avere una sorta di esclusiva sulle foto realizzate (così nessun altro potrà farla identica)!!.
Per i nostri la regola principale è "massimo rispetto per la casa d'altri".




Urbex può rivelarsi parecchio pericolosa se non si ha un po' di attenzione e buon senso. Soffitti e scale pericolanti sono all'ordine del giorno; fossi o cedimenti strutturali di pavimenti anche.
Scarpe comode e con suola molto alta (per evitare chiodi e vetri), pantaloni lunghi e torce elettriche legate sulla fronte (non tenute in mano) e un buon allenamento fisico anche... c'è da trasportare parecchio materiale tra macchine, lenti, cavalletti e c'è spesso da scavalcare muri, etc...



Antonio ha pubblicato un libro con le sue immagini più suggestive. Ha promesso di farcelo vedere non appena possibile (sarà occasione per fare ancora due chiacchiere sull'argomento).
Tra l'altro è uno dei pochi generi in cui la tecnica dell'HDR mi pare aver senso, creando immagini davvero suggestive.

Un grazie di cuore ad Antonio e Manuela, per la loro disponibilità e a tutti quelli che hanno partecipato alla serata. L'evento era aperto solo agli iscritti al gruppo Corsi e Workshop di Ugo Baldassarre. 
Se volete saperne di più, scrivetemi pure :)


tutte le foto a corredo sono di Manuela Arcari e Antonio Piazza


Serata organizzata da Ugo Baldassarre - Corsi di Fotografia 
si ringrazia Manifattura Urbana e Modulo Eco per l'ospitalità


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