// Road To Matera - Day Two

// GIORNO 2 / DAY 2 - LA FESTA  parte 2





Dicevamo.... una parte del gruppo torna verso il centro città mentre qualcuno resta indietro ad aspettare la partenza del carro trionfale. 







Una delle caratteristiche di questa giornata così confusa e festaiola è che, mentre nella città c'è una confusione tremenda, nei Sassi si gira tranquillamente in completo isolamento: non c'è momento migliore per godersi la tranquillità del posto, da questo punto di vista. Decidiamo quindi di scendere nella città antica per poi riemergere all'imbrunire pronti per la fase finale della festa.






Quando torniamo "su" le luminarie sono accese, la gente già assiepata lungo le transenne ad ammirare la sfilata dei cavalieri che, facendo un frenetico su-e-giù, anticipano l'arrivo del carro. Mancano comunque almeno due ore prima dello "strazzo", per cui, dopo esserci riuniti non-senza-qualche-fatica, andiamo a mangiare un boccone in un pub che, stranamente ha diversi posti a sedere ancora liberi: piedi e polpacci ringraziano sentitamente. In questo frangente di quasi estasi mistica (e non certo per la madonna...) l'unico contatto con la realtà sono le urla e i disappunti di qualcuno che sta seguendo la partita della nazionale. 











La tensione inizia a salire e la massa di persone accorse inizia a seguire con sempre più incalzante interesse la fase finale dell'arrivo del carro, tramite il maxischermo e la diretta di TRM, la rete locale.

Due parole sullo "strazzo" però mi paiono necessarie per comprendere completamente la caratteristica più distintiva di questa festa. Il carro allegorico, ogni edizione, viene completamente fatto a pezzi da una moltitudine che, prima segue urlando ed incitando il carro e poi, a compimento del percorso stabilito, lo assalta facendolo completamente a pezzi. La leggenda narra che un contadino, tornando dalla campagna, dette, inconsapevolmente, un passaggio sul suo carro alla Madonna (sotto mentite spoglie). Al rientro a Matera, al palesarsi della cosa, tutti gli astanti si lanciarono sul carro per prendere una reliquia sacra. Da allora la tradizione si perpetua di anno in anno. 
Ogni anno il carro viene ricostruito, sempre diverso, affidando il progetto ad uno dei mastri artigiani che partecipano al bando, vincendolo. I pezzi che si riescono a sottrarre sono considerati portafortuna e sono richiestissimi. Un signore ci ha detto che attività, negozi etc arrivano a pagarli fino a 2000€ se di grosse dimensioni (tipo l'angelo). Lo strazzo e' il momento culminante della festa, ma anche uno dei momenti più pericolosi in assoluto.









Nella foga e nella ressa non si va troppo per il sottile e pezzi di legno divelti con tanto di chiodi possono ferire qualcuno senza troppi complimenti (diversi ragazzi che hanno preso un trofeo si erano feriti). Proprio per questo motivo, oltre che per garantire l'integrità del carro fino al momento giusto, c'è un sistema di sicurezza delle forze dell'ordine davvero imponente. Pare che qualche edizione fa ci siano stati notevoli disordini dovuti ad uno "strazzo" troppo prematuro con relativo "furor di popolo". Ma non è il caso di questa edizione.




Della nazionale italiana calcio, al momento, nessuno sembra interessarsi. Solo alla fine del tutto una piccola folla si incolla a una vetrina di un negozio hi-fi per seguire la fase finale dei rigori. Io sono molto combattuto se sperare nella vittoria (e vedere che cosa sarebbe successo con quella massa immane di gente che si lanciava in improbabili caroselli) o nella sconfitta (mettendo quindi fine a quella giornata). 



In realtà non è ancora finita. Mancano i fuochi pirotecnici a concludere la festa ma le nostre auto sono ad oltre 1km di distanza (e Matera NON è pianeggiante), abbiamo dormito 4 ore ed siamo a debito di almeno 12 ore di sonno a testa. Con un estremo atto di forza io e Gabriele andiamo a recuperare le auto e torniamo ndietro a prelevare il resto del gruppo in un punto accessibile e fuori dalla "quarantena". Dopo un inutile tentativo di raggiungere un punto panoramico, decidiamo di ripiegare abbandonando l'idea dei fuochi ed abbracciando qualla di un repentino rientro sotto le lenzuola (sì, a Santeramo in Colle, la sera, fa freschino a luglio). 

Però prima, ci prendiamo un gelato :D








1 commento:

  1. Complimenti Ugo sia per le foto che il lavoro e il racconto ... Grazie per aver condiviso !

    Melina

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