// Siamo Noi la nostra attrezzatura migliore

Recentemente ho fatto qualche calcolo e mi sono accorto che nell'ultimo periodo sto spendendo molto più in libri e testi che in altre inutilità, e questa è cosa buona. 
E' cosa buona perchè solo dallo studio, dall'osservazione e dall'ampliamento del proprio "io", arrivano le idee, i risultati e tutto quello che serve per procedere lungo una rotta sicura di crescita artistico-culturale-professionale. 







Proprio di recente mi sono arrivati i due volumetti di Sara Munari, docente e critica fotografica nonchè fotografa di gran classe (Ciao, Sara!), e mi sono subito divorato il primo dei due: Il Portfolio: istruzioni imperfette per l'uso. Giusto in questo periodo sto affrontando un altro testo sull'argomento, molto più articolato e completo (Pieroni, Porfolio) e, quando ho visto la freschezza con cui Sara ha trattato l'argomento, non ho resistito.

Uno dei passaggi che mi ha colpito di più, perchè più che altro è la stessa identica cosa che ripeto come un mantra durante i miei corsi di fotografia, è che per avere una buona macchina fotografica con ottiche eccellenti che faccia foto tecnicamente perfette non ci vuole molto. Basta fare la somma del costo dei singoli pezzi e tirar fuori l'assegno corrispettivo. Di gente in grado di sostenere una spesa del genere ce n'è, rullino i tamburi, migliaia e migliaia solo nella vostra città. Ora, onestamente, davvero questo può fare la differenza? Non ci si sente sminuiti a pensare che tutto si fermi a questo?
Mi sembra talmente palese che ci sia altro dietro che a volte faccio davvero fatica a capire come altri non lo compendino, persi a parlare di dimensioni di pixel, ISO, megapixel, e autofocus. 

Scrive Sara Munari:

"Ecco comprata la bellissima macchina fotografica nuova, piena i misteriosi tastini, fantastica; premo il pulsante e  gratuitamente ottengo una immagine eccezionale. scattiamo scattiamo scattiamo.
moltiplicate questo ragionamento per tutti gli individui in grado di spendere una cifra di denaro sufficiente all'acquisto di una fotocamera. se ci penso, mi spavento ancora."

(Il portfolio. Istruzioni imperfette per l'uso di Sara Munari)

E rincaro la dose con un estratto di un altro autore che apprezzo tantissimo, Marco Scataglini


"E' sorprendente notare quanti fotografi ritengano indispensabile leggere libri di fotografia, sia manuali tecnici che tomi fotografici di grandi autori, e dimentichino, poi, di estendere il proprio interesse a ciò che non sembra avere connessione diretta con la fotografia ma, che per certi versi, può considerarsi anche più importante: romanzi, saggi di psicologia e sociologia, manuali di natura, favole, fumetti, ma anche film e così via..."



(Il fotografo non si annoia mai di 
Marco Scataglini)

Il punto è proprio questo. E' troppo facile avere accesso agli strumenti e poi c'è poca voglia di capire cosa se ne voglia fare e come usarli al meglio per uno scopo: un racconto originale. 

Proprio in questi giorni, (purtroppo ogni tanto l'occhio cade) ho perso parecchio tempo (che avrei potuto destinare diversamente, ma ho già preso provvedimenti) a leggere e, ahimè, anche commentare, una discussione in un forum che è degenerata nella sagra della banalità. Il punto di non ritorno è stato quando un utente ha mostrato delle buone foto di reportage matrimoniale realizzate con la la macchina in questione e la prima reazione è stata.... "pensa se avevi un sensore più grosso come veniva meglio". Cioè, niente, zero. Non c'è comunicazione, non c'è riguardo, non c'è osservazione. Che significa pensa se avessi... C'è una foto, fatta. Buona anche. Perchè avrebbe dovuto immaginare di avere altro per le mani per scattare. In cosa sarebbe stata migliore?  ah, si. vero. nello sfuocato...
Il maledetto sfuocato, senza il quale non si può fotografare "professionalmente". Da cui si evince che per per essere professionisti basta spendere soldi in lenti e macchine che sappiano sfuocare... per fare qualche "bellissimo" in cui spesso neanche il soggetto principale non ha la giusta importanza descrittiva.

E aggiungo: 


Tra la foto a sinistra e quella a destra corrono circa 1600€. La maggior parte dei "fotoamatori evoluti" ritiene che, senza quello a destra, sia quasi impossibile fotografare  bene (almeno, sentendo quello che dicono e scrivono) e vedono, tra questi scatti, differenze ABISSALI in termini di qualità. Conosco professionisti che usano quello a sinistra, anche per lavoro. 

Mi vengono in mente una decina di modi di spendere meglio quei soldi, senza pensarci troppo che porterebbero il mio livello fotografico ad un livello molto migliore del 50L (o chi per lui... perdonatemi, ho trovato questa e ho messo questa).

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