// The Story So Far... pt.4

La fase "Artistica"

Gli apprezzamenti che iniziavano ad arrivare sia on line che fisicamente stavano iniziando a creare la convinzione che dovessi provare ad andare oltre. Possedevo l'attrezzatura, una discreta esperienza ed ero sempre alla ricerca di nuovi stimoli.




Mi iscrissi quindi, forte del mio portfolio "artistico", all' Archivio dei Giovani Artisti di Parma, un progetto comunale (che subirà alterne fasi di gloria e declino) volto alla promozione di giovani impegnati nel campo delle arti visive residenti nella città e provincia.
Fu il primo passo che mi aprì la via al periodo delle esposizioni in giro per la città, alcune pubblicazioni locali e non, una rivista letteraria etc.
Devo ammettere che era divertente farsi vedere in giro, ricevere commenti direttamente dal pubblico, e in generale vedere i propri sforzi addobbare questo o quell'altro locale.
Ne feci parecchie di queste esposizioni, ma pian piano iniziò a subentrare la convinzione che tutto questo non era sufficiente.
La facilità con cui era possibile ottenere lo spazio per esporre non era uno stimolo sufficiente.

E' questo un periodo (che per fortuna sembra un pò fermatosi) in cui fotografia e arte in generale erano diventate un business low-cost per chiunque. Bastava iscriversi a questo o quel gruppo per ottenere spazi, postazioni espositive e inserimento in progetti vari sparsi qua e la per la città e non solo.
Quando mi ritrovai ad esporre tra altre due persone che mostravano alla meglio che peggio foto di vacanze scattate con tanto di data impressa sulla stampa, capii che era ora di evolvere ulteriormente.

Risalgono comunque, a questo periodo alcune delle fotografie e servizi a cui sono più legato e che maggiormente mi hanno dato fiducia in e stesso. Dovendone citare uno a caso direi Luna Dark, che realizzai in un luna park nell'orario di chiusura al pubblico, e tutti i servizi fotografici fatti con una altra ragazza, Elena, che per diversi mesi fu fonte di ispirazione e ottime foto.

Uno dei miei scatti preferiti del set Luna Dark


 
Altro estratto da "Luna Dark" - lo usai come cover e locandina per diverse occasioni

La realizzazione di Luna Dark fu anche la prima occasione di realizzare un foto-libro autoprodotto. Da allora non ho mai più smesso di farlo. ogni qual volta penso di avere del materiale valido credo un libro che conservo nella mia biblioteca personale. 


I Circoli e gli altri Fotografi.

Raggiunta una certa "maturità" (concetto irragiungibile, ma che mi permette di definire meglio il mio status interiore) molti meccanismi che fino ad allora avevano funzionato iniziarono a scricchiolare.
Sentirsi dare dei consigli da sconosciuti o presunti "amici" in giro per il web iniziò ad essere un momento più di scontro che di crescita.
Arriva un momento in cui si smette di essere una spugna di informazioni e si inizia a maturare un forte senso critico verso se stessi. Senso critico che porta, altresì, a essere molto selettivi anche verso i commenti esterni e, soprattutto, le critiche.
Avevo legato con diversi fotografi, professionisti e non, per scambiare idee, consigli, ed eventualmente creare set fotografici assieme (porto ancora uno splendido ricordo di quello effettuato con due ragazzi di Milano qui in zona Parma quando decidemmo di passare una simpatica giornata assieme .. ne venne fuori un set degno di una produzione tv, con due truccatrici, stylist, 3 modelle!).
Pian piano quelli che prima erano momenti di crescita diventarono momenti di scontro, sia in un senso (nel ricevere) che nell'altro (nel dare consigli non richiesti) e in breve la situazione andò in stallo.
Taciti "mi piace" e apprezzamenti in giro su flickr, facebook, myspace etc etc ma zero crescita.
La situazione non era diversa anche nella frequentazione del circolo fotografico che avevo iniziato a seguire nella speranza di trovare nuovi stimoli. Feci amicizia con alcuni fotografi locali molto in gamba, ma limitai nel tempo la mia partecipazione alle sole serate in cui ci fosse qualche esibizione o serata degna di nota. Le chiacchiere morte non mi interessavano più: cercavo stimoli importanti e momenti di crescita. 

L'esplosione dei social network era ormai nel vivo e facebook aveva sbaragliato qualsiasi altra concorrenza. Questo significava che tutti ormai vedevano e sapevano tutto di tutti.
La facilità di condivisione, di cercare contatti (quasi sempre inutili) come soggetti da fotografare o nuovi collaboratori era allo stesso tempo eccitante ma distruttiva. Chiunque sapesse mettere una firma digitale su una foto era ormai "photographer" e tutti erano ben disposti a farsi fare foto gratis da chiunque, in una spirale senza fine. 
Non ci sarebbe voluto molto a raggiungere un radicale cambio di rotta, almeno da parte mia. Ma si sarebbe dovuto prima toccare il culmine del fenomeno.

1 commento:

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