// La tecnologia amica

Riprendo oggi il discorso di qualche giorno fa sull'uso della tecnologia che fa storcere il naso a tanti puristi della lente perfetta...
Ne parlavo ieri durante la serata del corso di fotografia quando, analizzando meglio alcune caratteristiche degli obiettivi, abbiamo evidenziato limiti costruttivi e errori più comuni degli stessi. La domanda è: vale davvero la pena spendere migliaia di euro per avere lenti tecnicamente perfette quando in alcune situazioni basterebbe perdere due secondi (ma davvero due secondi) con un software di ritocco?  Eccovi un esempio pratico:

scatto originale - scatto processato con Adobe Lightromm 4 e controllo vignettatura.


Ecco come si presentava questo scatto in interni a tutta apertura prima del ritocco e come il problema sia stato completamente risolto utilizzando la modalità "vignettatura lente" di LR.

La vignettatura è tipica degli zoom grandangolari soprattutto di grande apertura ed è enfatizzata, spesso, dall'uso del paraluce o dei filtri. 
In questo caso il 16-50mm 2,8 SSM ha vignettato parecchio, ma onestamente contrariamente a quanto asserirebbero molti puristi (soprattutto da forum), non mi sento di definirlo mediocre.
Sicuramente c'è chi preferirà spendere milioni in più e vantare una perfezione ottica superiore già in fase di ripresa, ma per quanto mi riguarda la tecnologia mi è amica e beneficio volentieri dei suoi servigi quando possibile.

Considerando che questo tipo di errore è risolvibile in "batch", ossia con una azione ripetuta automaticamente su un numero di x di immagini, una volta trovato di quanto correggere il difetto, potrò appliccare il valore della correzione a tutte le immagini selezionate. Semplice, veloce, efficace.
Volendo, la mia A77 corregge già via software questo difetto, avendo memorizzato al suo interno un database con gli errori più comuni per molte delle ottiche compatibili. (tranquilli, probabilmente anche le vostre reflex lo fanno illudendovi di avere lenti migliori di quello che in realtà sono :D  )
In ogni caso, per mia scelta personale, preferisco avere il file puro e procedere alla correzione manualmente, per poter osservare eventuali degradi dell'immagine dovuti ai trattamenti di post e in tutti i casi avere più controllo su tutto il processo di rimozione difetti.
I più pigri, invece, possono affidarsi alle correzioni automatiche: funzionano benissimo e restituiscono immagini prive di difetti macroscopici.

Dobbiamo sentirci fortunati rispetto ai nostri "padri" che scattando a pellicola davvero non avevano modo di ottenere questo livello di qualità da attrezzature spesso poco più che amatoriali.



4 commenti:

  1. I software aiutano ma non fanno miracoli, anche la distorsione puoi correggerla via software ma poi, causa spostamento pixel, avrai una foto negli angoli sicuramente meno nitida di una con una lente che presenta meno distorsione.La risoluzione e il micro contrasto sono altre cose che via software non riesci a restituire se non partendo da una buona ottica.Di solito le lenti più costose presentano una costruzione migliore, con materiali migliori,hanno controlli più accurati e di conseguenza dovrebbero essere più resistenti e durature.Se poi la differenza ottica la noti solo a grandi ingrandimenti e se la differenza vale veramente qualche migliaio di euro ,su questo, giustamente se ne può discutere.

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  2. le mie sono provocazioni. CHi si vuole avvicinare alla fotografia, anche con qualità, ha molti mezzi a disposizioni per perseguire la propria visione.
    per foto importanti tipo libri di architettura, progetti editoriali, esposizioni etc non posso ragionare solamente in questo modo. Ma nel 99% dei casi i commenti di questo tipo provengono da persone che usano la macchina fotografica solo per proprio diletto e che pubblicano le foto in formato francobollo su internet.
    Anche a me piacerebbe un bel T&S (tilt & shift) ma onestamente per quelle tre volte l'anno che ho delle linee cadenti bruttine sarei un pazzo matricolato :)

    l'eccellenza ottica è sempre la benvenuta, ma se qualche volta non possiamo avere l'eccellenza tra le nostre mani la possiamo sicuramente avvicinare in altro modo, con risultati non troppo dissimili per la maggior parte dei casi e usi :)

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  3. Io sono stra-convinto che i grandi maestri del passato, se avessero avuto Lightroom e dei buoni zoom, non avrebbero esitato ad utilizzarli.

    Un domani, quando i nostri pro-nipoti lavoreranno le foto con la sola forza del pensiero, diranno che noi sì che sapevamo fare le foto perché eravamo analogici.

    I tempi cambiano, gli strumenti pure. Usiamoli, soprattutto se portano un reale vantaggio operativo.

    Poi io, che scatto per il solo piacere di farlo, mi esercito il lusso di negarmi alcuni procedimenti nella post-produzione (es. no crop più del 20%, no fotoritocco, nessun clone, ecc...), perché l'intervento a computer mi toglie la soddisfazione della buona composizione e di tutto il resto.

    Certo, se lo facessi per lavoro e dovessi fare sparire qualcuno dalla foto, andrei secco di Photoshop :)

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  4. Io non parlo di barare( e poi croppare non è barare). Parlo di ottenere ottimi/buoni risultati a livello ottico/lente senza spendere una follia aiutandosi con la tecnologia. far sparire cose dall'inquadratura è una altra cosa, ma superare un limite tecnico una altra
    Quello della vignettatura che ho portato come esempio è una correzione più che un ritocco.

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