// Amon Amarth

Avevo abbandonato i vikinghi del metal per eccellenza ormai diversi anni, direi esattamente dopo la pubblicazione di Jomsviking - che si, mi era piaciucchiato ma aveva un po' perso il mordente dei precedenti lavori - e così, spinto anche dalla discutibile scelta dei successivi arttwork, avevo messo gli Amon Amarth in stand-by per diversi anni. Non avrei davvero mai pensato di tornare a comprare un loro album, tantomeno più di uno.  


 


Non posso definirmi un loro fan sfegatato ma neanche un loro detrattore. Ho sempre apprezzato molto l’estetica dei loro artwork e anche le tematiche trattate e, molti dei loro lavori mi sono piaciuti parecchio: direi che più che altro, dopo Jomsviking non me ne ero più curato molto. 

 

trovato ad un prezzo stracciato... come rifiutare?


Qualche settimana fa, navigando su Amazon, sono stato praticamente costretto ad acquistare The Berserker (proposto in versione cd a 5,99€, chi sono io per potermi opporre?) e da quel momento una vecchia fiammella sopita ha ripreso ad ardere.
Ricaricato da questo inaspettato comeback ho ripreso in mano anche i vecchi capisaldi (The Avenger, Twilight of the Thunder God, Surtur Rising…) e in men che non si dica mi sono reso conto di essere a ridosso dell’uscita dell’ultimo capitolo che, tra l’altro, sfoggia un artwork finalmente degno di nota.

 

 

Amon Amarth - formazione 2026


Ed eccomi allora qui, a discapito di qualsiasi previsione immaginabile, a tessere le lodi del nuovo The Allfather Awakens, l’ultimo lavoro in studio degli Amon Amarth, appena pubblicato sempre sulla loro storica etichetta Metal Blade.
Nonostante la formula del disco sia bene o male la solita (cori, cavalcate, voce cavernosa, velocità sostenute e strutture melodiche molto riconoscibili) devo dire che c’è una discreta varietà di soluzioni, caratteristica che ci mostra un gruppo ancora arzillo e in grado di piacchiare sodo, restando fedele senza risultare troppo stantio come accaduto in passato.
Un disco che, a sorpresa, sta girando inaspettatamente spesso sul mio player e che considero una delle sorprese di questo 2026. 

Ad ottobre ci sono state uscite davvero importanti e, aver scelto questo The All Father Awakes per questo primo post musicale dopo diverse settimane la dice lunga sul mio gradimento.
Bel lavoro, Vikinghi!

 

La formazione attuale degli Amon Amarth  

 

 Johan Hegg – Voce

 Olavi Mikkonen – Chitarra solista

 Ted Lundström – Basso

 Johan Söderberg – Chitarra ritmica

 Jocke Wallgren – Batteria

 

 

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