// La tridimensionalità in fotografia

C'è un concetto, molto ricorrente e, molto spesso mal interpretato dai fotografi moderni ed è quello della tridimensionalità. "Mi piace la tridimensionalità delle tue immagini". Poi guardi l'immagine, e vedi semplicemente delle sagome di cartone su più livelli di parallasse.
In effetti, sia per come viene catturata (una lente, visione monoculare) che per come viene rappresentata, ogni fotografia cerca di rappresentare bidimensionalmente  un mondo tridimensionale.
Purtroppo, erroneamente, si tende ad individuare solo nel fuori fuoco del background, l'unico metodo per ottenere questa resa.
Se volessi spiegarlo con parole diverse, senza scomodare l'ambito fotografico, potrei affermare che molti sono convinti che il far vedere che una cosa davanti  ad una altra costituisca "tridimensionalità" della scena.





tridimensionalità di un oggetto data dall'illuminazione 


La tridimensionalità di un oggetto, e ancor più la percezione del suo volume, è data dall'ombreggiatura.
Prendiamo un palloncino, perfettamente uniforme di colore. Se lo illuminassimo in maniera perfettamente frontale avremmo un bel "disco"; se invece illuminassimo lateralmente, descriveremmo la sua sfericità, e otterremmo una sfera, tanto più "treddì" quanto più l'ombra ci suggerirebbe.

Questa è una foto che ho fatto a mio figlio, ieri, con la Olympus Stylus1, una compatta, evoluta sì , ma pur sempre con un sensore da compatta (credo sia la metà del Micro4/3, a memoria).
A me pare che il risultato sia abbastanza tridimensionale. E' un jpeg senza modifiche, come uscito dalla macchina.

Mio figlio Michele



"Wow, magia!" No, ho solo fatto quello che si dovrebbe fare ogni volta che si fa una fotografia, meglio ancora se potendo gestire la situazione e/o il modello: mi sono messo in una condizione favorevole per ottenere un risultato migliore.

Leggo di ottiche f/0,95 che stanno mandando in fibrillazione gli "appassionati" dello sfuocato (e facendo tramare i conti in banca), per avere maggiore "tridimensionalità".
Prendo a caso una foto dal web, e non per denigrarne la qualità o chissà cosa (non me ne voglia l'autore, per carità) ma semplicemente per far capire un concetto.
Foto scattata a f/0,95 (ma fosse anche 1,4 su full frame, non cambierebbe tantissimo eh...).


Il soggetto è decontestualizzato. Sembra un montaggio, non c'è traccia di tridimensionalità della scena: sembrano più piani paralleli. 
Esagerando mi sembra di vedere più una scena di questo tipo (capolavoro, Super punch'out per SNES) in cui la profondità della scena è data sa sagome.



Una rappresentazione credibile del 3D deve essere progressiva, deve esserci un senso di profondità crescente man mano che l'occhio percorre la profondità della scena.

Insomma, se non fosse ancora chiaro, la principale fonte di tridimensionalità di una scena è data la luce (tipo, direzione, intensità) e la capacità del fotografo di utilizzarla a suo favore, che essa sia naturale o artificiale.
Nel secondo caso, ovviamente, è tutto più semplice perchè la creazione e il "look" della scena è nelle proprie mani.
Flash, led portatili, modificatori di luce sempre più comodi da trasportare dovrebbero essere i principali motivi di interesse di chi cerca disperatamente questa tridimensionalità, ma pare non sia così...

:)



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3 commenti:

  1. parole sante!!..concetto ben esposto anche se io stesso ho sempre pensato, scattato come se lo sfocato dello sfondo debba dare una tridimensionalità ma non è così....grazie !!

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