// Dentro le storie


Ho capito una cosa, una cosa importante. La sapevo già, ma adesso l'ho capita davvero. C'è una bella differenza tra le due cose.
Per il quarto anno consecutivo sono tornato a Matera, anzi, ci tengo a specificare, la mia Matera, in occasione dei festeggiamenti della Madonna della Bruna. Ricorderete i diari di viaggio degli scorsi anni, le compagnie di amici che si sono alternate etc etc.
Anche questa volta, motivato da grandi aspettative, ero pronto a catturare immagini spettacolari di folla, masse di persone, inni e festeggiamenti alla Santa, pronto a correre a rotta-di-collo tra i viottolini e le stradine dei Sassi, incurante del sole e della stanchezza.








E poi qualcosa è andato storto. O meglio, è andato dritto, perchè ho ri-preso coscienza della mia posizione e del mio potenziale in questa situazione. Guardandomi attorno, guardando le persone che si muovevano disinvolte nella loro realtà, mi sono sentito estraneo.
Come posso raccontare qualcosa in profondità, dando una mia opinione (non è forse quello che si fa quando si inquadra e si scatta?) personale, su qualcosa che vivo per pochi giorni l'anno senza esserne contemporaneamente assorbito?
Certo avevo gli strumenti, le capacità tecniche, ma mi mancava la parte più importante: la storia.
Chi erano quelle persone? Chi c'era sotto l'abito del cavaliere? Vedevo amici e parenti che salutavano i loro “eroi” e io non ne conoscevo neanche il nome. E mi sono reso conto che in fondo, nonostante conoscessi il posto, le tradizioni, e quando altro, mi muovevo come un forestiero, come un turista, non avevo, insomma, vie privilegiate per raccontare diversamente; o meglio, più intensamente.

Quando mi sono trovato ad assistere alla partenza del carro, ad esempio, è stato uno dei momenti privilegiati di questa avventura. L'area è sicura, si entra solo su permesso (o conoscenza) e anche in questo caso non a tutti è permesso di vedere tutto.




La processione dei Pastori, all'alba, nei Sassi.

Ed ecco che qui, dentro il grande cortile di Piazza del carro trionfale (ci tengono poco a Matera, alla festa, vero?) incontro facce amiche: Massimo, che avevamo conosciuto l'anno precedente, che con il suo gruppo si stava occupando delle manovre del carro; Valerio, il fratello di un mio caro amico anche lui dentro la confraternita. Ed ecco che qualcosa ha iniziato a muoversi: abbiamo parlato un po', ho saputo cose, sulla festa, dal punto di vista di chi la organizza. Ho avuto modo di capire come all'interno delle varie confraternite e gerarchie vi siano, ovviamente, invidie e screzi. Ho dato volti a nomi solo sentiti nominare, come ad esempio Pentasuglia, il creatore del carro che non avrei identificato altrimenti. E poi ancora le fazioni politiche, l'astio verso certi personaggi, e tutte cose che solo chi è "dentro" può sapere e può vedere.


I Pastori dell'anima

Le manovre per allineare il carro all'uscita del recinto

Curiosi alla partenza del carro


Nonostante il caldo non mancavano fedeli con molto anticipo nella parrocchia di Piccianello, ove la Madonna attende di essere issata sul carro e iniziare la sua sfilata. 

Anche le forse dell'ordine sono chiamate a fare grossi straordinari, sotto il sole cocente.


E dopo tutte le chiacchiere, quando ho realizzato la foto di gruppo ai ragazzi e ne ho seguito i movimenti e gli sforzi per mettere in posizione il carro, bhe, la mia storia iniziava a prendere un sapore diverso. Non è detto che questo si veda nella immagini, ma sicuramente me ne rendo conto io.







Un clima di gioia e speranza aleggia per tutta la città per tutta la giornata. Sorrisi, abbracci, baci: è festa grande per tutti e grande gioia per la comunità: è palpabile nell'aria.


Da quel momento, erano le 16.00 di pomeriggio circa, ho iniziato a fotografare diversamente cercando piccole storie e non solo istantanee di un evento.
Ve ne ho già parlato nel precedente intervento, ma non ho certo fotografato solo quelle due situazioni (nel frattempo, non lo sapevo ancora, la mia scorribanda pomeridiana mi aveva fatto vincere una bella insolazione – ne avrei pagato lo scotto nei successivi due giorni).





Per non rimanere intrappolati nella festa, abbiamo adottato una pratica orami collaudata, ossia quella di parcheggiare in maniera non-troppo-comoda ma in modo da essere pronti alla “fuga” quando la situazione si sarebbe fatta troppo complessa in modo da non rimanere imprigionati nel traffico e nei blocchi. Siamo così discesi a piedi fin nel cuore dei Sassi da via Lucana (dalla fine di via Lucana, quasi ai Cappuccini).





Qui abbiamo scambiato chiacchiere con diverse persone, tra cui questa simpaticissima signora, che, oltre a trovarmi "un viso familiare", ci ha detto che c'era troppa confusione per lei, preferiva guardare la diretta in TV.


Poi abbiamo conosciuto anche una simpaticissima ragazza americana , Carola, se non erro, di genitori Italiani, che abbiamo "assoldato" per una foto di gruppo e poi ci ha raccontato di quando sia innamorata del nostro Paese. Da nove anni (nove!) passa tutta l'estate in giro per il Bel Paese (6 settimane per 9 anni!!). Sicuramente è molto fortunata (e ricca) e altrettanto sicuramente apprezza il bello meglio di noi indigeni. Era in giro da sola, viaggia da sola. Non è stata l'unica turista che abbiamo notato in questo "status", tante, donne e ragazze, ai tavolini e in giro per la città autonome e senza partners. Brave!




I Sassi, quest'anno erano un po' più vivi del solito, perchè pare che il Comune di Matera non avesse messo divieti alle attività di ristorazione ed infatti abbiamo consumato una bella cenetta prima di tornare nella baraonda della festa.





Non è una festa proprio "leggera". Le sirene delle ambulanze rompevano spesso il silenzio delle vie vicine bloccate al traffico.

Durante questi spostamenti trasversali, secondari, indiretti, è possibile raccogliere informazioni e fare incontri interessanti, chiacchiere con sconosciuti (che in breve non lo sono più); dettagli fondamentali per una storia appassionante. Avete mai letto un romanzo che andasse subito al sodo della storia senza perdersi in descrizioni dei posti, dei personaggi principali e non solo? No. Non esiste. Nessuno lo troverebbe appassionante.
Questo dovrebbe fare una buona Fotografia. 


Concludo con un mix di scatti di questa lunga giornata. Non mi interessa neanche più l'ordine temporale degli eventi perchè credo che alla fin della fiera queste foto parlino più di me, che dell'evento in sè, ed è credo il miglior complimenti che mi possa auto-fare al termine di questo sproloquio.











Ringrazio tantissimo i miei fantastici compagni di viaggio che hanno allietato questa sfacchinata, come sempre, e con cui ho condiviso tanto, anche a questo giro. Conoscere persone nuove, alla fine, è una delle cose più stimolanti che la nostra esistenza ci concede. Grazie a tutti

Da sin: Andrea, io, Daniele, Gaia e Paola


Un ringraziamento Speciale a  La Corte dei Pastori B&B  (dove abbiamo fatto la foto di gruppo: che vista, eh?) che ci ha fatto accedere alle sue bellissime vedute e come sempre di grandissima ospitalità, a Nicola Spagnolo e Francesco Andrisani che hanno permesso la realizzazione degli scatti nella fabbrica del carro.

Ringrazio inoltre TOSCANA FOTO SERVICE per il supporto tecnico e i cavalletti Travel Mini Swiss Pro che abbiamo portato con noi per tutto il viaggio. Ve ne parlerò meglio in separata sede




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