// Micro 4/3-isti insoddisfatti?

Dopo aver pubblicato e linkato lo scorso intervento in alcuni gruppi ho assistito, e ovviamente partecipato, ad discussioni, obiezioni e commenti vari.
Partito dal presupposto che il sistema Micro4/3 (Olympus e Panasonic G, per i meno attenti) non avrebbe subito troppo la carica della corazzata Sony, ho dovuto in qualche modo rivedere questo concetto, perchè pur essendo valido il concetto di fondo è chiaro che non tutti gli utilizzatori del sistema si trovino nel medesimo stato rapportandosi con la propria attrezzatura.


Un riassunto perfetto dell'equivalenza dei sistemi



Il concetto base che ne è uscito è semplice: Sony ha il prodotto giusto, al prezzo giusto, al momento giusto con un sistema maturo e con la possibilità di abbinare ottiche di qualità ma di dimensioni non troppo esagerate. In generale, tutto il sistema E è maturo e al prezzo giusto (con le lenti di gamma media). E a questo proposito, come giustamente qualcuno ha fatto notare, il prezzo della A7III intorno ai 2000 euro è davvero "sospetto".  Sony non ha proprio mascherato la propria intenzione di calare "l'asso piglia tutto". Diciamoci la verità, sembra non mancarle proprio niente, neanche una lacuna, al punto che le vendite delle sorelle più grandi potrebbero anche compromettersi. Ma a chi importa se con questa mossa ti prendi il mercato? La Sony A7III per quello che offre è troppo poco cara, questa è la verità e tutto questo discutere mi ha portato ad altre considerazioni.


C'è un perenne senso di insoddisfazione nel "fotografo" contemporaneo, quel che viene indicato con l'acronimo di GAS (Sindrome di acquisto attrezzature, per la precisione) a cui nessuno si sottrae del tutto. Il marketing delle case produttrici funziona bene e la costante creazione di esigenze completamente irreali e slegate dalla necessità oggettiva fanno desiderare e comprare in continuazione cose nuove. 
E' come avere l'auto perfetta per la propria routine ma rimanere con l'amaro in bocca perennemente per il modello più veloce e lussuoso.

Il sistema Micro 4/3 nasce su un progetto molto legato alle necessità finali di un fotografo ma evidentemente in tanti, il senso di inferiorità resta. E anche all'interno del loro stesso sistema, al lancio della Em1-mark2 ci fu una corsa all'acquisto davvero esagerata: tutti sembravano aver bisogno delle nuove caratteristiche, nessuno escluso. C'è chi l'ha comprata come prima macchina fotografica... una professionale!

Ho identificato diversi tipi di utilizzatori del sistema, dagli oggettivamente convinti e soddisfatti, a quelli che vi si trovano per puro caso, passando per chi lo affianca ad altro e chi è semplicemente in di passaggio in attesa di tornare all'ovile (Canon, Nikon).

La questione può essere affrontata da così tanti punti di vista che è impossibile trarre delle conclusioni. Chi apprezza completamente il sistema è sicuramente chi ha maturato una esperienza tale da permettergli la solida certezza che il punto cruciale non è l'attrezzatura, ma egli stesso. E' colui che sa che le stampe che realizzerà sono indistinguibili da quelle di altri sistemi e che, con un minimo di competenza potrà affrontare qualsiasi situazione fotografica.

Chi insegue la qualità del file (non spendo altre parole in merito che chi legge assiduamente il blog sa come la penso in proposito) assoluta sapeva fin da subito che non era il sistema per lui, ma per motivi di comodità e praticità, magari affiancandolo ad altro lo ha abbracciato, iniziando però bene presto una corsa agli armamenti per cercare di avvicinarsi alla resa di quello che gli mancava trovandosi ben presto con un corredo grosso e meno trasportabile del previsto.
C'è poi chi vuole essere pronto a tutto anche per cosa che non accadranno mai. "e ma se volessi stampare lato lungo 2 metri?" "e se mi capita di fotografare un xxxx (aggiungere soggetto piccolo, veloce ed improbabile)" etc etc. Un pò come dire mi compro un camper per girare 365 giorni l'anno perchè magari mi capita  di fare un campeggio, un giorno.

C'è poi chi crede che qualsiasi nuova potenziata caratteristica migliorerà in maniera incredibile le proprie foto, come ad esempio la continua evoluzione dell'autofocus, che sì, lo ammettiamo tutti serenamente, sulla nuova SONY è impressionante, ma allo stesso tempo superfluo per tantissimi casi e soprattutto per chi con sta "benedetta fotografia" dovrebbe viverla come un hobby e non come un dovere. 

Se vi interessaste di maglia e cucito per hobby, fareste l'uncinetto a mano o comprereste una macchina industriale?

Il fotoamatore cerca e compra oggetti, ormai talmente evoluti, che tolgono quasi completamente il piacere di dire "wow, questa l'ho fatta io". Ed è sempre peggio, da questo punto di vista.
Onestamente, da persona che ci lavora, faccio fatica anche a giustificare questo accanimento in ambito professionale. Il settore della fotografia professionale è abbastanza in crisi proprio perchè ormai quello che una volta era un mestiere con delle precise competenze (ossia che non tutti potevano fare).

Ho visto negli anni tanti, tantissimi, cambiare sistemi, tornare indietro, evolvere ancora tecnologicamente ma non ho mai visto un parallelo miglioramento della produzione fotografica, anzi piuttosto un impigrimento. I reali miglioramenti che un upgrade tecnico dona sono, spesso, molto effimeri se non in casi davvero particolari, ma sono discorsi antichi, che non si possono cogliere serenamente senza prenderla sul personale senza una lunga, intensa e appassionata convivenza con la buona fotografia, non quella che ci viene inculcata dal marketing e dai forum e pseudo riviste tecniche.


E' sufficiente osservare il divario di contenuti e stile che c'è tra le pubblicazioni autorevoli, le mostre, gli aventi legati alla fotografia d'autore e il resto: nessun curatore, nessun photoeditor rigetta una immagine per "bassa qualità del file o troppo rumore o altro", ma sicuramente lo fa per poco contenuto e forma. E questo manco la A7 III ce lo può dare. 




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