// Rallentiamo?

Velocità. Precisione. Possibilità di scattare in ogni condizione di luce. Velocemente... sempre più velocemente. 10, 20, poi 30 fotogrammi al secondo... ma a chi serve tutto questo?




Dopo il week end di test con la Em1 Mark 2 sono rimasto un pò "frastornato" da tutte queste eccezionali prestazioni. "Ma come" si dirà "non sei contento?". Contento sì, sicuramente. Strumenti migliori semplificano il lavoro, agevolano la riuscita dell'incarico. 
Ma allo stesso modo, forse, snaturano un pò la visione fotografica, la magia del risultato, l'aspettativa del lavoro finale. 

Ho sentito, fortemente, il bisogno di rallentare. Rallentare per me, non per gli altri. 
Ho bisogno, fortissimamente, di tornare a immaginare la mia fotografia, di domandarmi se sarà "venuta" bene, di emozionarmi dinanzi ad un risultato non sempre così scontato. 

E come si rallenta la fotografia?
Nell'unico modo possibile.
Fare qualche passo indietro. Tornare al punto in cui la componente umana era ben più che impugnare un oggetto quasi completamente autonomo nel suo funzionamento.

Ho trovato una bellissima Olympus OM 10, reflex semiautomatica in priorità di diaframmi ad un prezzo più che ridicolo. E' perfetta_ regolo il diaframma, metto a fuoco, gli iso li ho già scelti al momento del caricamento del film... (non si scappa 400 o 3200!! per quanto mi riguarda) e via!!
Perfetta per l'iperfocale, non devo neanche preoccuparmi di esporre!!

E così mi sono fatto, dopo diversi anni, una bella passeggiata fotografia avvolto nel dubbio del "chissà come verrà". Diaframma bello chiuso, messa a fuoco a zona o in iperfocale e via a scattare, di istinto, di passione, senza quasi neanche usare il mirino. 
Bello, bellissimo. 


Rallentare. Attendere. Sbagliare. 
Ritrovare però quella magia che i bit ci hanno in parte tolto. proverò a fare lo stesso anche con la digitale, oscurando il display ed eliminando la preview, lasciando le memory card a "decantare" per qualche giorno o settimana prima di controllarne il contenuto.

Credo sia l'unico modo per sopravvivere alla velocità che sta consumando tutto. 
Credo sia l'unico modo per mantenere viva la fiamma della magia che la luce sa regalare a chi si vuole occupare,  con genuino interesse, di fotografia.

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