// Una Buona Fotografia

Se quando osserviamo una foto, le prime domande che vi vengono in mente sono di tipo tecnico (che obiettivo, che macchina, che... hai usato?) è molto probabile che la foto non abbia molto da raccontare. Se gli interrogativi si spostano invece sul versante dell'autore, allora le cose iniziano a farsi più interessanti. Significa che siamo riusciti a mettere qualcosa di "noi" nella nostra foto e renderlo anche visibile. 



Questa Fotografia di Stefano Mirabella riassume, completamente, il mio concetto di BUONA fotografia. ci sono 5 storie che si intersecano in un unico istante nella complessa ma ordinata visione dell'autore romano. (a fine articolo per saperne di più).




Ugo Mulas aveva già identificato da tempo questa differenza, mai vera quanto al giorno d'oggi.

 "Belle sono le fotografie esteticamente perfette, ben composte, che però non dicono niente. Una buona fotografia racconta e dice delle cose, comunica qualcosa. Anche la bella fotografia comunica, ma comunica cose inutili"."

Se una fotografia genera nell'osservatore domande tipo "perchè ha scattato questa foto? cosa rappresenta per lui questo momento/istante/dettaglio? Chi è l'autore?" e non le solite tiritere sul come sia stata realizzata, significa che la fotografia ha portato un messaggio di livello superiore, un quesito, una idea. Che poi sia stata capita o meno, dipende dalla nostra preparazione, dalla nostra cultura, dalla nostra conoscenza. 

Quando la fotografia diventa estensione del nostro modo di vedere, allora funziona davvero. 
In un momento storico in cui anche l'immagine più banale non porta più con se il fascino della verità, osservare fotografie semplici, al punto da sembrare banali, ci spiazza, ci confonde. 
il 90% dei paesaggi (e sono buono) non esistono, sono creazioni ah hoc su presunti canoni estetici. Anche l'autoscatto, il famoso selfie, è ormai un altro veicolo per dire non "chi sono" ma "chi vorrei essere".

In questo "pot pourrì", una foto normalmente considerabile banale, se cercata con forza e convinzione, con passione e sistematicità diventa, un forte segnale di autorevolezza. 

Il mezzo fotografico diventa inutile, superfluo. E' importante il momento e le domande (e le risposte) che seguiranno nella testa di ognuno. Cha sia un iphone, una compatta, una super reflex è indifferente.
A nessun lettore viene in mente di interrogarsi se il libro che ha tra le mani sia stato scritto al pc, su un tablet, a penna, a macchina da scrivere... si gode le emozioni e basta. 
A nessuno interessa la marca della tela, dei colori, dei pennelli usati da un pittore. Sono altre, le domande che ci frullano nella testa dinanzi all'opera.

Sono le stesse domande che ci devono frullare per la testa dinanzi ad una opera fotografica buona, non bella, stampata ed osservata nel migliore dei modi.

E' un pò come la torta. Se è solo bella non è detto che sia buona. Se è buona, è sicuramente buona!!
E non è vero che con la torta è più facile. Non tutti percepiamo il "buono" nello stesso modo: troppo dolce, troppo salata, troppa crema, troppa panna, etc etc...  Più la torta tenderà a piacere ai più, più sarà standardizzata.


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Sull'autore della foto, un grandissimo fotografo e una persona davvero speciale (dal suo sito)



Stefano Mirabella è nato a Roma nel 1973

“La fotografia per me è la sintesi tra la rappresentazione della realtà e la capacità di trascenderla”

E’ membro del 2013 del collettivo Italiano dedicato alla fotografia di strada chiamato Spontanea

Dal 2015 è Leica Ambassador e docente della Leica Akademie


www.stefanomirabella.com


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