// Dove sta andando la Fotografia?

Puntata ennesima

Questo pazzo monto virtuale sta facendo uno strano effetto in tanti campi e anche la fotografia non sembra esclusa. Il vecchio ordine che voleva la qualità al primo posto sta lasciando sempre il posto ad un moderno e quantomai discutibile sistema di "visibilità mediatica" che poco ha a che fare con le capacità di creare emozioni o semplicemente un lavoro di qualità.




E finchè è il piccolo professionista o il fotoamatore a bearsi di avere mille mila contatti e "mi piace", scambiando questo indice per il proprio successo personale... poco male. Quando però questi ragionamenti coinvolgono giganti della moda, la cosa cambia parecchio (e fa incazzare tante persone). 
Ecco cosa è successo.


Avete presente David Beckham, il calciatore? Costui ha un figlio, teenager, di 16 anni con la passione della fotografia. Bene, il piccolo fotografo in erba è stato ingaggiato da Burberry (si, Burberry!! avete letto bene) come fotografo ufficiale per la prossima campagna mondiale. 
Il problema è questo: allo stato attuale delle cose chiunque, e ripeto CHIUNQUE, se supportato in pre e post produzione da un abile team di professionisti e in possesso di attrezzatura di qualità (che non vedo perchè debba essere un problema in questo caso) può scattare immagini degne di una campagna pubblicitaria. Qualche bella e pesante mano di post produzione e le immagini sono fantastiche!!
Ed è così.

Il grosso problema, per cui tanti professionisti sono insorti, è che in questo modo si rovescia completamente il senso della foto e del fotografo stesso. Non è più la qualità del fotografo che interessa al cliente, bensì il suo bacino di utenti. Non serve più qualcuno che sappia fare qualcosa, ma serve qualcuno che sia "seguito". Cioè il fotografo diventa egli stesso il messagero, non più la fotografia che realizza. Il servizio fotografico era un pretesto per fare un backstage, seguito live su snapchat o instagram... perchè? 
rullo di tamburi.... 



Il giovane milord ha SEIMILIONI, sì 6 milioni, di ammiratori... Burberry non ha ingaggiato un fotografo, ha comprato un pacchetto di spettatori. Le foto vengono comunque fuori in qualche modo, ma quel bacino di seguaci è la chiave in cui leggo questa (triste) notizia.
Il che significa che probabilmente a breve non si dovrà più investire in formazione e capacità tecniche ma semplicemente in contatti, followers, likes per poi vendersi al miglior offerente. Questa cosa è allo stesso tempo limitante, sminuente, ma non del tutto cattiva. Il mercato continua a cambiare, le richieste continuano a cambiare e spesso, prevedere o subodorare le nuove tendenze possono fare la differenza tra la vita e la morta commerciale. 

basti osservare il fenomeno dei fashion blogger, o youtuber che in tempi non sospetti hanno iniziato a costruire una solida base di contatti. Pensare, adesso, di arrivare a centinaia di migliaia di follower (e guadagnare centinaia di migliaia di dollari!!) partendo da zero in campi già affollati, è Mission Impossible (quasi). Insomma c'è davvero una gran confusione... non si capisce più se conta più l'immagine finale del prodotto o l'immagine di chi deve realizzarla.

Un bel dilemma. Ma sicuramente Burberry ha fatto un capolavoro di comunicazione. Sono giorni che non si parla di altro. da quel punto di vista, risultato raggiunto.

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