// Lili

Ancora una sessione di test, questa volta per l'esposimetro Flash Meter IV Minolta che mi sono appena procurato. A cosa serve un esposimetro quando tutte le macchine fotografiche ne hanno uno integrato che funziona molto bene? In linea di massima a nulla, se dovete fotografare situazioni in cui non siete voi a dover gestire la luce. In caso contrario, a TUTTO.




Ecco due degli scatti finali, con post produzione. L'esposizione non è stata toccata.


Le foto che vedrete a corredo di questo intervento non sono state realizzate con nessun altro scopo se non quello di fare qualche test di luce, esposizione, etc etc, pertanto non hanno alcuna velleità artistica. tuttavia la bravura della nostra Lilia ha permesso di ottenere qualche scatto interessante che, riveduto e corretto il minimo necessario, è diventato un ottimo scatto.



La sessione è iniziata in esterno ("casualmente" nello stesso posto dello scorso esperimento per testare le differenze) utilizzando un flash off camera in M mode con trigger radio (questa volta un nikon SB25 comprato di recente a pochissimo), il softbox 40x40 e uno stativo. Le misurazioni sono state realizzate tutto con il Minolta Flash Meter IV in modalità "flash non-cord".

Come scattato - In questa situazione ho volutamente cercato una sottoesposizione dello sfondo 

Sapete come funziona l'esposimetro? In pratica ci aiuta a trovare la terna dell'esposizione fornendoci il valore mancante. Nel caso dell' esposizione con flash, il dato che ci interessa è l'apertura di diaframma da impostare. I normali esposimetri leggono la luce ambiente, incidente o riflessa mentre quelli più evoluti, come questo, sono in grado di leggere i flash, sia che essi siano collegati tramite cavo synchro, sia che non. Per farla breve, io decido gli ISO a cui voglio scattare, il tempo di scatto (quindi occhio al tempo di synchro) e l'apparecchio legge la potenza del lampo e mi indica il diaframma per la perfetta esposizione. La lettura in questo caso è incidente, quindi la luce viene letta direttamente, non di riflesso. L'unica accortezza è posizionare il sensore di lettura vicino al soggetto, in modo da avere la giusta distanza dalla fonte della luce.





L'ultima sessione si è svolta nel mio ufficio. Lo scopo era provare un faretto a luce continua da 1000 watt con softbox e poi utilizzare lo stesso softbox al flash di cui prima.  La luce del faretto è risultata, come prevedibile, troppo calda, ma tramite il riferimento preso con il checker è stato possibile ottenere una tonalità molto più interessante. Ovviamente, in questo caso, la lettura esposimetrica era di tipo ambientale, trattandosi di luce continua (si poteva utilizzare benissimo quello integrato in questo caso).



Il Flash è risultato invece molto più freddino ed anche in questo caso è stato necessaio ribilanciare un pò il bianco per un risultato più interessante.

Devo dire che l'esperienza è stata davvero gratificante. Ho utilizzato il Color Checker per avere un riferimento di toni neutri e poter bilanciare il bianco  correttamente e devo ammettere che l'esposizione con il Minolta è stata sempre perfetta. Solo quando le batterie hanno iniziato a mostrare segni di cedimento è sorto qualche problema, perchè il lampo misurato era più potente di quello successivo.




Uno speciale ringraziamento a Lilia, pazientissima e simpaticissima compagna per questo test. 


Il 29 Marzo ormai è alle porte. Gli ultimi ritardatari possono ancora sicriversi. Pochissimi posti ancora disponibili. 

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