// Sony A6000 + 16-50 PZ: impressioni

Ci siamo. E' il momento di sbilanciarci un pò. Dopo gli entusiasmi post acquisto, è il momento di dire qualcosa di sensato sull'ultima arrivata.



La Sony A6000 o ILCE-6000 che dir si voglia, è l'ultima nata nella ex gamma NEX (scusate il gioco di parole) e si pone come evoluzione della NEX6 (e non della 7 come era lecito pensare considerando le date di uscita delle due) nonostante erediti dalla top di gamma lo stesso numero di megapixel e un sensore addirittura migliore. 
La nuova NEX7 arriverà, probabilmente nel 2015, e manterrà pare un certo divario tecnologico e di prezzo, come già era stato. Poco male, la A6000 ha davvero tutto, ma proprio tutto quello che si potrebbe desiderare.

Il mio carissimo amico Salvatore con la sua Ricoh

Il nuovo sensore con autofocus ibrido ha delle performance incredibili. Soprattutto nei video, l'af è sempre, insistentemente, aggangiato al soggetto, senza contare la possibilità di utilizzare features quali riconoscimento dei volti, etc. Insomma, andare fuori fuoco, con la A6000 è una impresa (con gli obiettivi che supportano tale funzione). In ogni caso la velocità di messa a fuoco è sempre notevolissima, ben al di sopra dello standard della concorrenza.
La macchina è solida, ben fatta, con una ottima disposizione dei tasti, soprattutto quello di scatto. Uno dei maggiori problemi con la NEX3n, per quanto mi riguardava, era di non avere lo shutter in posizione comoda. La comoda impugnatura bombata permette una presa salda e decisa. Insomma, anche in mani abbastanza grandi calza alla perfezione.
Il display è di ottima fattura, non è touch (ma non potrebbe importarmene meno), ed è orientabile sia verso l'alto che il basso. Niente selfie, quindi, ma tanta comodità per foto rubate!!!


Un passo indietro, rispetto al modello NEX6/7 è stato fatto nel mirino elettronico, sì di buona fattura ma con una risoluzione inferiore rispetto agli scorsi modelli. La decisione di tenere la macchina ad un prezzo molto concorrenziale deve aver influito su questo genere di scelte e, onestamente, non mi sento di biasimare SONY. La risoluzione è ottima, in ogni caso, la visibilità perfetta. Chi viene da un modello superiore noterà il calo, chi non ha mai avuto un EVF non avrà di che lamentarsi. 
A rendere particolarmente attraente la A6000 ci pensa anche l'interfaccia comandi, con due ghiere separate come le migliori professionali e tasti di funzione personalizzabili da configurarsi a piacimento.
Il sensore è l'evoluzione del già ottimo EXMOR APS 24 megapixel visto sulla A77/A65 e Nex7, che gode di una migliore gestione degli ISO e un funzionamento più lineare e meno "rabbioso". Non ho mai fatto segreto di apprezzare il comportamente un pò imprevedibile del sensore della mia A77, paragonandolo ad un motore sportivo da domare. Ecco, questo sembra sia stato "imbrigliato" meglio con un comportamento più lineare e prevedibile. In tutti i casi offre una nitidezza spaventosa e buona resa anche ad alte sensibilità. Il resto delle "pippe" ve le evito, esistono siti e forum dove trovare tutte le info su wi fi etc etc. Per me, l'analisi si ferma qua, al momento.
La A6000 è bella da vedersi e usarsi. Credo la maccina più "cool" che abbia mai posseduto. Ne sono innamorato, lo ammetto.



A sinistra il file RAW senza correzioni. 

Arriviamo al punto dolente: il 16-50 PZ OSS. Che le lenti in kit non siano mai fenomenali lo si sa, nonostante qualche eccezione, da sempre. Il 16-50 però, spinge un pò in la l'asticella negativa sebbene mantenga alcuni punti di interesse che lo fanno, in qualche modo, parzialmente redimere.
Se analizzassimo l'obiettivo in sè per sè, il voto sarebbe scandalosamente basso. La distorsione dai 16 ai 18 mm è imbarazzante, così come la qualità dei bordi con una vignettatura accentuatissima. Il 24 megapixel non aiuta certo neanche a mascherare qualche difetto, anzi, ed ecco che anche il fattore nitidezza un pò messo in ridicolo a meno che non di diaframmi parecchio.




Tuttavia, stamattina, passeggiando serenamente per il centro ho provato un certo senso di comodità nell'usare questa lente, nonostante tutto, e per questo motivo ho deciso di spezzare il giudizio in tre diversi approcci.

Dal punto di vista ottico, la lente è mediocre. Gli unici punti a favore sono rappresentati dall' autofocus, davvero veloce, lo stabilizzatore ottico e le dimensioni molto ridotte, grazie allo scherma collassabile, che lo rendono simile ad un "pancake" quando si trova nella posizione di riposo. 


Attivando le correzioni automatiche in macchina, le cose migliorano sensibilmente. Le linee tornano magicamente dritte, la vignettatura sparisce. In questo modo, però, la macchina va utilizzata in modalità JPEG e non RAW, cosa che non tutti potrebbero gradire.
C'è però la terza soluzione, ossia quella di scattare in RAW e lasciare a Lightroom (o chi per lui) di correggere: in questo modo si possono sfruttare i vantaggi del Raw ed ottenere immagini decenti. Negli esempi a corredo potrete vedere qualche prima-e-dopo.



Il 16-50 OSS (da non confondersi con l'eccellente DT 16-50 2,8 con innesto A) è un obiettivo mediocre, scandaloso a tratti, ma che trova qualche motivo di esistere nella compattezza, e nella velocità dell'af, che lo rendono comodo per uscite senza grandi pretese, video familiari e che, quindi, tutto sommato, può valere la spesa SOLO SE in kit con una macchina o se preso usato. In tutti i casi, siamo anni luce lontani dal 20-50 Samsung, dal 14-42 Panasonic o lo stesso 18-55 Sam di Sony. 

Poichè, comunque, è sempre il fotografo a fare le foto, e non solo l'obiettivo o la macchina, anche con il 16-50 è possibile realizzare buona foto, consci dei suoi limiti e delle sue possibilità.


1 commento:

  1. Concordo su tutto e in particolar modo sulle impressioni relative all'obiettivo 16-50: imbarazzante.

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