// Considerazioni sulla Fotografia



"... Quanto mi piacerebbe poter ancora fare una fotografia, un ritratto, con la stessa diretta spontaneità, con la folgorante necessità di una forma necessaria perchè non cerca, si ignora."


Scrive così, Ferdinando Scianna, ricordando e descrivendo alcuni suoi compagni di classe (da ragazzino) immortalati quasi per gioco con la sua prima macchina fotografica (era uno dei pochissimi fortunati ad averne una, ricorda). Sono parole estratte da Visti&Scritti, un volume dedicato ai ricordi fotografici, alle persone immortalate che hanno attraversato la sua vita e in qualche modo hanno lasciato un segno.

Un ricordo quasi liberatorio, quello che scaturisce dai primi fotogrammi, scattati senza pretese, senza attese, senza finalità. Libertà di espressione, voglia, semplice, di immortalare un momento, una persona, un ricordo.

Quando la spontaneità cede il passo al dovere, quando il piacere diventa lavoro, ecco che forse qualcosa si perde. Aumenta il prestigio, diminuisce, forse il cuore, il sentimento, la vera vocazione del catturare un ricordo. 

Si è alla costante ricerca di un riscontro, di un nome, di una "gloria" che debba scaturire da ogni immagine catturata. Non ci si rende conto che la più grande forza, la più grande missione che una fotografia ha è invece quella di trasportare un ricordo, un messaggio.
Ci si sta auto-incatenando, auto-limitando. Si scattano foto per mostrarle ad altri, non più per se stessi,o o non più per celarle nei proprio archivi, per raccontare di sè ai propri figli e figli dei figli ancora...si insegue una forma ma si tralascia la sostanza.

Vi consiglio la lettura di questo libro, una interessante nuova collana edita da Contrasto e nella fattispecie questo Visti e Scritti. Scianna ripercorre la sua vita mediante i volti, gli scatti delle persone che l'hanno attraversata e in qualche maniera segnata e spende, sincere parole, tra ricordi belli e non, per ognuno di essi.
Persone che si legano a fatti, fatti che probabilmente non sarebbero sopravvissuti nei ricordi  se non fossero stati immortalate, rese eterne da una macchina fotografia, puntata non per raccontare, ma solo per ricordare.




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