L'importante è che se ne parli...

...dicono.

Quante volte abbiamo sentito o, addirittura usato, questa espressione: "non importa che se ne parli male, l'importante è che se ne parli". Tante, ne sono sicuro. 
Eppure se ci si pensa bene nell'era della comunicazione, dei "mi piace", dei feedback, dei blogger il fatto che se ne parli in qualsiasi modo non credo sia un buon risultato da perseguire.
Oggi parlare a sproposito, scambiare un commento per un giudizio, un mi piace per una verità è fin troppo semplice, con il risultato che ci si trova a vivere, lavorativamente parlando, in un grande bluff.


Non basta avere una pagina facebook per la propria attività se poi la si usa come se fosse un profilo privato, chiedendo like a destra e manca. Non è certo il giro di clientela che sta aumentando, ma solo il contatore di persone che distrattamente cliccano sul nostro profilo/pagina.

Spendere male il proprio tempo e il proprio denaro per quanto riguarda la propria immagine è il peggior danno che ci si possa auto-fare.
Ormai si vedono cose assurde in giro, come attività commerciali che fanno passare in TV video amatoriali realizzati in casa, biglietti da visita fatti da soli in word (con tanto ti word e clip art), email di contatti ufficiali che non hanno un dominio ma sembrano quelle di quando a 13 anni si è creato il primo account di posta elettronica (stellina ciccina @ trallalleromail.com).
Ma voi, da clienti, scrivereste ad un professionista che come email ufficiale ha una roba del genere? A me viene subito in mente una cosa del tipo "cavolo, neanche un dominio personalizzato ha?". E non crediate che siano in pochi a fare queste osservazioni. In un mondo inflazionato anche i dettagli contano, eccome se contano!

L'immagine che si da del prorpio lavoro, della propria attività è tutto. Leggo ancora lamentele di persone cui gli affari non buttano bene e si sfogano con il quotidiano locale, con l'amministrazione comunale, etc etc. come se questi avessero colpe in merito. Ma i primi a fare il danno non sono stati forse loro stessi? Quando hanno usato i mezzi di comunicazione per giocherallare invece di spingere il loro business, quando hanno deciso di piazzarsi nel centro storico invece di investire in un buon sistema di vendita on line, quando hanno deciso che il nuovo catalogo lo avrebbe fatto il cugino e il logo l'amica invece che affidarsi a qualche professionista dell'immagine? 

Se io passo davanti alla vetrina di un negozio e vedo qualcosa che mi piace ho tutti gli strumenti per poter fare una ricerca in tempo reale su scala MONDIALE e trovare istantaneamente un prezzo minore, migliore, un posto più comodo dove comprarlo etc etc. L'esserci messi in una zona di passaggio pedonale quanto pesa in questo senso adesso? Ha davvero avuto senso scegliere la zona di passeggio a scapito di un affitto molto più basso? Ormai si spediscono a domicilio i TV da 60"... facciamocene una ragione. Se voglio stare in una zona di passaggio devo puntare su vendite di "impulso" non al cliente che viene, cerca, pondera. E quindi anche la mia struttura, la mia comunicazione, deve agire in quel senso.

Qualche settimana fa mi è stata proposta una ottima opportunità di pubblicizzare la mia attività fotografica  su un neonato portale locale di wedding. L'offerta per il lancio era strepitosa, pur senza avere garanzie di successo, sarebbe stato comunque un affare. Ci ho pensato un pò, ma non ho accettato, per il semplice motivo che per l'anno in corso avevo già fatto le mie mosse, sarebbe stato più controproducente che altro cercare di darmi altra visibilità: nel caso di troppe richieste, che immancabilmente si sarebbero andate a sovrapporre ad impegni già presi, avrei dovuto dare la mia non-disponibilità generando un allontanamento e non un interessamento di potenziali clienti: "mi scusi, la data è già impegnata" etc etc. Avete presente quando vi presentate all'ipermercato e l'offerta è già scaduta? "ci spiace, è terminato proprio ora..." ecco. L'effetto è lo stesso. Solo che lì alla prossima offerta magari ci torni, di sposarsi è difficile che ricapiti.

Spesso, quindi, spendere poco non è sufficiente, nè la scelta migliore, nè un buon affare anche se lo sembra. L'investimento in comunicazione ed immagine deve sempre portare un riscontro positivo ed utile, non deve mai essere fatto tanto per. 
Per adesso, nel mio piccolo, i fatti mi stanno dando ragione.

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