// The Story So Far... pt3

The Canon era pt.2

Il corredo minimalista.

Avendo dato fondo a tutti i miei averi per l'acquisto del Bianco L avevo ridotto il mio corredo veramente all'osso. In pratica avevo creato il corredo minimalista per eccellenza. 50mm + 70-200mm. D'altronde la mia unica motivazione era fare ritratti, non avevo bisogno d'altro no? 
No, ne avevo eccome, ma per un breve periodo imparai a farmi andare bene questo. Ci misi poco comunque ad accorgermi che in questo modo ero troppo limitato, e altrettanto in breve capii come il 50mm per i ritratti fosse una arma a doppio taglio se non usato dalla giusta distanza.


Mi ero accordato con una ragazza per farle delle foto e la conclusione di questo nefasto evento fu che dovetti rimuoverle interamente dal mio pc perchè lei si vedeva grassa ovunque, e che "quella nelle foto non era lei" e tutta una altra serie interminabili di "storie" che mi fecero archiviare il caso come "esperienza sul campo e di vita". La lezione servì, servì eccome.
Diventai estremamente più selettivo nella scelta dei soggetti (non gli facevo fare un test psico-attitudinale, ma quasi) : devo ammettere che la qualità media dei miei soggetti si impennò parecchio. 
Andava anche finendo quel limbo di tempo in cui erano più i "bidoni" che arrivavano: non so quanti appuntamenti e giornata inutilmente sprecate si possano contare in quel periodo con accordi che saltavano 30 minuti prima delle foto (quando magari ti eri tenuto tutto il giorno libero a disposizione).

L' esperienza, come diceva mio zio, è una serie di fregature. Più fregature hai avuto nella vita, più esperienza hai accumulato.

Posso dire che in questo campo stavo facendo accumulando una esperienza "pluriennale" nel giro di pochi mesi.

Superato anche il periodo Cosplay, movimento "culturale" che sfiorai marginalmente per alcuni mesi alla ricerca di soggetti interessanti e coreografici da fotografare, arrivò la svolta.



Dorsia.
Un ennesimo shooting mancato fu l'innesco di questa conoscenza che cambio radicalmente il mio modo di approcciami alla fotografia e al fotoritocco. Dorsia (nome d'arte) è una alternative-model che doveva seguire una sua amica che voleva fare delle foto con me ed inserirsi in alcune foto di coppia. Ovviamente la prima tirò pacco, ma lei, preso l'impegno venne ugualmente da Bologna. (l'altra veniva da 2 km). Per l'occasione avevo deciso di andare in uno spettacolare posto abbandonato nella zona di Reggio, un vecchio monastero. 
Non avrei potuto scegliere occasione e soggetto migliore.
Dorsia era preparatissima. Estetista di professione e dotata di un senso dell'immaginazione fuori dal comune rese lo shooting estremamente spettacolare con make up e vestiario perfetti.  Da quel momento styling e make-up diventarono parte integrante di ogni mio shooting ambientato di questo tipo.
Le foto che realizzammo, devo ammetterlo, mi spiazzarono. Non credevo di poter essere in grado di creare immagini di così grande impatto. Mi resi conto che avrei dovuto renderle al meglio con la post produzione e quello segno l'inizio di due fasi importanti ulteriori. La cernita e il ritocco digitale.
Imparai a non affezionarmi alle immagini che producevo perchè solo alcune meritavano sebbene tutte mi piacessero, e imparai a valorizzare sempre più le migliori con una migliore post produzione. Alcune immagini di questo set le esibisco ancora in qualche portfolio.
Non fu l'unica volta che fotografai Dorsia. Era diventata un pò una piccola musa ispiratrice e anche le successive 2 volte furono un vero successo. 








Full Frame
Nei forum non si parlava d'altro Full Frame qua, FF là.. qualità indicibile, sembrava fosse l'unica via da percorrere per il vero fotografo anche alle prime armi, figuriamoci per quello vagamente competente. Volevo entrare nell' elite. e lo feci in modo spettacolare. Cercavo inutilmente una EOS 5D a prezzo contenuto, ma all'epoca i prezzi erano oltre i 1000. Un pò troppo per me...ma c'era una speranza. Il mio fotografo di fiducia mi permetteva di pagare in 2 -3 tranche il materiale. E alla fine arrivò l'occasione. Di una 5D? assolutamente no! Feci il drammatico errore di provare tra le mani una 1Ds, la prima full frame della Canon. Me ne innamorai. Aveva due difetti enormi. Consumava come una centrale nucleare (e le batterie costavano una follia) e montava un CCD (a 800 iso non si poteva guardare il files... tuttavia, e qui lo ammetto e qui mai lo negherò a 100-200 ISO aveva la qualità migliore mai provata da qualsiasi fotocamera. Una tonalità e dei colori perfetti. Bilanciamento del bianco perfetto. Era una professionale a tutti gli effetti e io mi sentivo quasi un dio nel solo impugnarla.
Con la 1Ds e un 28-135 Canon recuperato all'ultimo per coprire la mancanza di focali realizzai alcune delle mie immagini più spettacolari, con Dorsia, presso Lido di Ravenna. Sempre con quella macchina  andammo allo zoo di Pistoia e poi ancora, mesi dopo realizzasi le foto del porfolio Lunadark che ancora oggi mi fa ricevere commenti positivi qua e là (lo esposi pubblicamente diverse volte e venne pubblicato su un paio di testate).
Le esigenze tuttavia aumentavano, la disparità di formato tra la 30D e la 1Ds era un "insopportabile" problema, ero entrato insomma nella modalità voglio una 5D!
Nel frattempo avevo anche comprato un EF 100 macro 2,8, come mio primo vero obiettivo da ritratto. Non durò moltissimo, fu il pezzo forte che assieme alla 30D mi permise di prendere una Canon EOS 5D . Ero al settimo cielo. Avevo due Full Frame, più di quanto ogni amatore evoluto potesse sognare.

1 commento:

  1. Ahaha, abbiamo un sacco di esperienze in comune: quella del "mi vedo grassa" su tutte :DDDD
    Davvero belle le foto

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