// Sensori auto-sporcanti, l'ultima frontiera del marketing

C'è una regola che vale in quasi tutti i campi del commercio e che si applica molto bene anche alla fotografia: mai, e dico MAI comprare un nuovo prodotto senza che abbia prima fatto un accurato periodo di test sul mercato.
Lasciare sempre a qualcun altro il piacere di testare un prodotto nuovo, perchè è triste dirlo, ma ormai la fase di test avviene nelle mani dei clienti e non prima del lancio.
L'ultimo dei tanti casi è la tanto chiacchierata Nikon D600. Gran macchina, ottimo sensore, iso fantastici (per i fanatici della cosa), bel mirino, etc etc... peccato che a quanto pare (e qualcuno si è preso la briga di dimostrarlo anche: dpreview, lensrental, etc etc) sia anche dotata del primo sensore al mondo Auto-Sporcante (in genere si preferisce quello auto-pulente).



il sensore "leopardato" 


Da bravo utente Olympus quale sono, mi tiro fuori da questa storia... scusatemi se nella scelta un pò "stravagante" della mia attrezzatura ho badato anche a munirmi del miglior sistema di pulizia sensore possibile (chiedete in giro a qualcun altro che usi Olympus se sa che i sensori si possono sporcare...)



In tutti i casi è veramente imbarazzante la situazione, perchè pare che questo pulviscolo non entri dall'esterno, ma si sviluppi internamente alla macchina e già dopo un migliaio di scatti diventa inaccettabile, soprattutto se si fa un uso professionale e non dilettantistico dell'attrezzatura.

Stiamo pur sempre parlando di un corpo macchina da oltre 2000€, non una entry level per principianti.


Il mercato, la voglia di avere sempre il prodotto nuovo sullo scaffale nel momento dell'anno più propizio, la concorrenza spietata con i competitors stanno trasformando un mondo, quello della fotografia, da sempre punta di diamante della qualità e affidabilità, in un mercato usa-e-getta come quello  di qualsiasi altra branca della tecnologia. 


E Nikon, presa solo ad esempio (notizia fresca fresca), non è la sola. Anche Canon recentemente ha avuto problemi con due nuovi prodotti appena rilasciati: un filtraggio indesiderato di luce nel corpo macchina per la 5Dmk3 (oltre 3000€) e uno strano rilascio di colore dall'impugnatura in gomma di alcuni esemplari (nel mercato americano) della loro ultima 650D.
Paradossalmente, marchi meno noti e diffusi come Sony, Pentax, Olympus non salgono mai agli onori della cronaca per questo tipo di notizie. Sarà che ci tengono maggiormente allo zoccolo duro della loro utenza?


Il mai rimpianto abbastanza marchio "made in Japan" è ormai appannaggio di pochissimi pezzi e marchi (e per fortuna le lenti Zuiko lo sono ancora), mentre impazzano "cinseserie" anche tra gli accessori più costosi. Che non sia il caso di iniziare a far sentire con i fatti che questa situazione è un pò inaccettabile? Prezzi che salgono e qualità che scende ... c'è qualcosa che non va.



2 commenti:

  1. Bellissimo articolo...aggiungo che spesso, al giorno d'oggi, certi difetti vengono chiamati "caratteristiche", ma sono e restano difetti!

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  2. mi duole ammetterlo ma la Apple è sempre stata in prima linea in questo senso... e hai proprio ragione. Grazie per la visita Paolo, spero di leggerti ancora.

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