// L'amico che ne sa

L' amico "che ne sa", che a volte può essere anche "l'amico dell' amico" o "mio cugino" è una delle figure urbano-mitologiche più inquietanti che ci siano.
Vive in qualsiasi condizione geo-climatica ed habitat ed è pronto a saltar fuori sempre quando meno te lo aspetti.


In qualsiasi campo e/o disciplina le sue competenze sono sempre ragguardevoli, al punto da mettere in dubbio le conoscenze del professionista di turno che, poveretto, nulla può davanti a certe argomentazioni (a parte smontare pesantemente la tesi facendo passare costui per un ignorante, ma in genere non è carino umiliare il prossimo, soprattutto se accompagnato da un vostro cliente).


Sia chiaro, tutti noi che siamo ferrati in qualcosa siamo ovviamente "amici che ne sanno" di qualcun altro e qualche consiglio si dispensa volentieri per un amico. Ma una pluriennale carriera nel campo dell' informatica prima, nella fotografia ora mi ha insegnato che nel 90% "l'amico che ne sa" ne sa meno dell'amico stesso cui sta dando consigli.

Egli vive di gloria riflessa, del fatto che indirettamente il suo sapere abbia generato soddisfazione e che quindi il fatto che egli "ne sa" sia cosa sempre più nota, nella vita reale o peggio ancora in quella virtuale.
E' un pò come un gioco di ruolo in cui bisogna far salire la "skill" del "sapere fare".


Ed ecco che mi tornano alla mente Pc assemblati in cui si trovò dell' Attack (si, la colla!!!), processori montati senza pasta termica etc etc... ma l'amico ne sapeva, quindi era colpa dei componenti che erano difettosi. 

Mi è capitato spesso di servire clienti interessati all'acquisto di una macchina fotografica, che anziché palesarmi le loro esigenze facevano parlare lo pseudo-esperto di turno.

In genere l'amico che ne sa inizia a perdere di consistenza nel momento in cui si tradisce 2-3 volte. A quel punto si assistono a scene fantastiche con l'interlocutore principale che assume una faccia da "ma questo qui dove l'ho pescato?". A quel punto voi, provetti venditori/professionisti siete in una botte di ferro: potete sostenere qualsiasi tesi, ormai siete un pozzo di scienza.


La formazione tecnico-teorica dell'amico che ne sa è quasi sempre di tipo forummista, nella migliore (o peggiore a seconda dei punti di vista) delle ipotesi formatosi su riviste (e come la penso sulle riviste l'ho già detto qualche post indietro).

Ho i brividi lungo la schiena tutte le volte che sento la famosa frase "un mio amico, che ne sa, mi ha consigliato....".

State pur certi che se chiedete consiglio a qualcuno che quel mestiere lo mastica da un pò, avrà sicuramente affrontato altre volte situazioni come la vostra, consigliato acquisti simili alla vostra esigenza, etc etc.


Due amici che ne sanno, che in fotografia diventando, "amici che si dilettano in fotografia", ne ho incontrati molti, e ultimamente hanno anche interferito con delle trattative di lavoro. Non è un grosso problema. Interferenze di questo tipo ci sono in tutti i campi (spero non in medicina effettivamente, però) e dovrebbe essere cura del cliente auto-tutelarsi in questo campo.


Ma il problema, più che mio è di chi, rinunciando a seguire il suo istinto e la sua impressione originale, si lascia convincere che qualcuno possa fare gratuitamente qualcosa allo stesso modo di chi invece lo fa di mestiere offrendo gli stessi risultati.
Al mio matrimonio pur avendo molti amici "che ne sanno" (davvero) di fotografia ho chiamato una professionista, perchè conscio del carico di lavoro e responsabilità che inevitabilmente si va a dare a qualcuno, privandolo anche della gioia del giorno.

Inoltre vige la regola del mai affidare ad amici o parenti un lavoro, è il modo migliore per creare conflitti a volte irrisolvibili. 

Nella migliore delle ipotesi vi sentirete in debito e subentrerà quella sensazione di "è già tanto che me l'abbia fatto" e magari non avrete avuto modo di ottenere o chiedere di meglio; nel peggiore dei casi si potrebbe creare una situazione conflittuale di difficile gestione. Insomma, chi ve la fa fare?




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