// E poi succede che stampi una foto e...

Le foto vanno stampate. Questo lo sappiamo e lo abbiamo detto mille volte.
E voglio raccontarvi cosa è successo l'altro giorno, durante la nostra piccola collettiva dei partecipanti alla passeggiata fotografica.








 Sabato c'è stata l'inaugurazione della nostra mostra. Mi sono occupato personalmente della scelta, della stampa e dell'esposizione delle foto per cui ho visto nascere il progetto e l'ho seguito fino alla sua conclusione. Già avevo notato un forte entusiasmo da parte dei partecipanti, come se avessero voglia di condividere pià che le loro foto, le loro sensazioni, la loro esperienza.





In particolare le foto di Francesca hanno innescato un meccanismo affascinante nel momento in cui una delle persone da lei ritratte per strada si è trovata dinanzi alla sua immagine.



La foto, bella, finita ed esposta in generose dimensioni, lì davanti a lei, si è arricchita di ulteriore valore simbolico e narrativo perchè la protagonista ci ha raccontato qualcosa in più: dove stavano andando, chi erano le altre persone con lei etc. E parlando parlando abbiamo scoperto che, involontariamente, nel gruppo ripreso c'era anche una famosa soprano del teatro stesso, di origini giapponesi, e che il terzetto stava andando, indovinate dove? Ma proprio dal barista della foto successiva, selezionata per tutt'altro motivo e che, magicamente, si è trovata concatenata alla prima anche per questo motivo.






Pura casualità, certo, ma sicuramente non ho "visto"male quando ho consigliato ai partecipanti di rivolgere la loro attenzione a tutto quello che succedeva attorno al teatro: tutto sarebbe stato Verdi Off, perchè il festival Verdi riguarda direttamente e non, tutta la città e i suoi protagonisti. 

Ed ecco che il barista, la signora col cappotto verde, e tanti altri personaggi visti, o solo intravisti, trovano la loro collocazione e si arricchiscono di ulteriori sfaccettature (resta irrisolto il mistero del secchio arancione, però)!




Fare una buona foto non è difficile, lo dico spesso, ai miei corsisti. La fotografia è per tutti. Francesca ha appena terminato il corso base con me, si è lasciata guidare da alcune mie direttive e ha composto le sue foto seguendo il suo impeto, la sua visione. Foto imperfette, forse, nella forma, ma perfette nella sostanza. Foto che raccontano storie che si sono intrecciate tra loro come una trama predefinita, a noi prima oscura che si  mostrata solo nel momento in cui abbiamo deciso di esporre il nostro operato.


Stampiamo e mostriamo le nostre foto. Si arricchiranno sempre più di valore.



Da sinistra: 
Enrico Zermani, Chiara Allegri (Fogg), io, Caterina Tanara, Francesca Capozzi, Giuseppe Genovese


La nostra collettiva resterà visitabile per ancora un paio di settimane.



per informazioni: Fogg Art Photo Gallery

Si ringrazia Annalisa Andolina (per Verdi Off) per le foto 


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