// Me, Myself and I: An Intimate Story

Sono in un breve periodo di ferie e, in questi momenti in cui il tempo libero per pensare si dilata, è facile che nasca l'idea di qualche progetto fotografico. 
L'idea di questo Me, Myself and I è nato per caso, mentre cercavo di decidere cosa fare di uno stock di macchinette usa e getta acquistate a pochissimo da un rivenditore che stava smaltendo i suddetti prodotti.

(source: google - frame di un film)

La caratteristica più intrigante della pellicola, al giorno d'oggi, resta quella della non-visione immediata del risultato. A questo si aggiunga il numero finito di possibilità dato dal rullino e l'assoluta imprevedibilità del risultato di una macchina usa e getta. Come fondere assieme queste caratteristiche e tirarci fuori qualcosa di interessante?


L'idea era quella di affidare questo "giocattolo" a qualcuno che ne facesse un buon uso. Non volevo usarle in prima persona, anche se volevo poi avere il controllo creativo del risultato. Ci ho pensato un pò e alla fine ho avuto l'idea di consegnare una macchinetta ad alcune ragazze, per lo più modelle fotografate nel corso degli anni o comunque ragazze abituate ad essere fotografate (o fotografarsi), con lo scopo di autoraccontarsi privatamente. 

Ogni giorno scattiamo centinaia di foto, anche di noi stessi, ma in queste occasioni abbiamo sempre il controllo del risultato:  se non ci piace, basta cancellare tutto e ricominciare. 
In questo progetto, invece, tutto questo non esiste. E' una sfida con sè stessi, un modo per mettersi in gioco diversamente davanti ad un obiettivo (neanche tanto affidabile).


(source: Alexis Mire - Flickr)

Sarà il caso, probabilmente, il vero protagonista del progetto, ma anche se visto da questo punto di vista non sarà sufficiente questa affermazione a banalizzare il tutto. 

Le 6, per ora, volontarie (che hanno scelto di partecipare con un entusiasmo che mai mi sarei aspettato) avranno a loro disposizione un mese dalla consegna dell'apparecchio per riempire i 27 frames a disposizione.


Il mio compito? Sviluppare, estrapolare, ordinare e dare un senso al risultato finale, cercando di costruire della anonime short stories dal materiale utilizzabile che ne verrà fuori.

L' unica richiesta che ho fatto è stata quella di essere sincere, raccontarsi senza timori lasciando libera interpretazione a questa frase. Mi aspetto una varietà di situazioni e scatti proporzionale alla diversità dei soggetti in gioco. Voglio stralci di vita privata, quotidiana, i momenti in cui tra una cosa e l'altra si ha un pò di tempo per stare con se stessi.
Un diario, insomma, in immagini che però non potranno essere cancellate o modificate o annullate.
Sembra divertente, non trovate?

1 commento:

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