// Fiction o Realtà?

Innanzi tutto una premessa: nonostante il post di oggi svelerà uno dei miei segreti nel cassetto devo ammettere che purtroppo è una quasi-verità, sebbene dovuta ad una fruizione quasi passiva. Quando in casa, all'orario di cena, si è sintonizzati su un canale è difficile non seguire, anche a spezzoni, quello che passa, figuriamoci poi se inizio a sentire rumore di macchine fotografiche.




Il fatto è che, in questo periodo, la fortunata fiction della Rai sta affrontando, in maniera più o meno semplicistica (ma in realtà molto reale) il problema del "fotografo della domenica". 
In pratica uno dei personaggi si è trovato suo malgrado in una difficile situazione lavorativa (la crisi colpisce anche la fiction) e l'agenzia investigativa di cui fa parte è in cattive acque. Contemporaneamente una coppia di amici si sposa e siccome il tutto è fatto in grande economia (rito civile + aperitivo nel bar di lei) anche il fotografo viene preso low-cost e così il buon Andrea, già dotato di attrezzatura fotografica per via del suo mestiere, si ritrova a fare le foto del matrimonio.

A parte la goffagine di alcune scene, in cui un altro personaggio teneva un pannello riflettente per esterni in maniera completamente scorretta (ed inutile) durante delle foto in interni, senza ausilio di flash (a cosa sarà servito a parte qualche gag non si è ancora capito) la situazione rispecchia molto bene molte situazioni reali che si verificano quotidianamente: l'amico, in possesso di un minimo di attrezzatura che viene preso al posto di un fotografo vero.

Ovviamente le foto fatte sono piaciute tantissimo (tra l'altro uscivano già post-prodotte dalla macchina fotografica!!! beato lui) a tutti, tranne che al fotografo che si sentiva, inizialmente, un incompetente (e io gli darei anche ragione).
Ma ecco che, sotto la spinta dei complimenti di tutti, amici e parenti, (pensiamo al ruolo dei social network nella realtà dei fatti) l'amor proprio inizia a farsi grosso e prende piede la convinzione di avere del talento fotografico.

Spunta (neanche a dirlo) come un fungo anche un concorso fotografico che mette in palio una cifra considerevole che, ovviamente, risolverebbe tutti i problemi economici che la piccola agenzia sta attraversando. E qui inizia la sagra delle banalità, con il buon fotografino che viene iscritto a questo concorso dalla sua moglie-compagna (non ricordo) e viene anche accettato, nonostante il suo iniziale pessimismo che si trasforma ben presto in un mix pericoloso auto-celebrazione. Inizia lo scetticismo sulle foto altrui, iniziano i commenti pseudotecnici sulle foto della moglie che erano sempre andate più che bene (per l'agenzia) etc etc (classica situazione di commenti da forum di fotografia insomma!!).

A questo punto non resta che dimostrare di avere stoffa. Cosa meglio, quindi di un bel reportage tra ruderi e i posti più ovvi di Napoli (che ovviamente al suo arrivo sono tutti perfettamente sgombri) per poter dire di aver fatto reportage? In fondo un matrimonio lo ha fatto, due ruderi li ha trovati facilmente (la città della scienza, quale posto migliore per lanciare anche un messaggio di tipo sociale al pubblico) e il portfolio è servito. 
Un pò come i tanti reporter che vanno a fotografare a caso qualche mercato d'oriente, un pò di bimbi in paesi esotici e si convincono che anche McCurry faccia lo stesso (e che al massimo è merito della attrezzatura se le sue foto sono magiche) comodamente con qualche viaggio organizzato...
Il passo successivo, ovviamente (e non poteva essere altrimenti), è quello di iniziare a pensare a come far fruttare questo "talento" ed ecco quindi che inizia a farsi avanti l'idea di proporsi per matrimoni e book fotografici (fino al giorno prima questo faceva solo appostamenti per adulteri eh...).
Situazione, purtroppo, abbastanza reale: faccio delle foto a degli amici, mi riempiono di complimenti = ho talento = sono un fotografo, e anche bravo.

Ora non so come la faccenda andrà a parare, la cosa è tutta in ballo, e non mi sento do giudicare senza conoscere la fine della cosa. Sicuramente la situazione descritta è molto reale, ma non mi piace l'estrema semplicità con cui viene portata al pubblico. Far vedere una persona che così, magicamente, da oggi a domani diventa fotografo, fa belle foto senza neanche scaricarle sul pc (gli escono magicamente dalla macchina fotografica) etc ett, è comunque un modo un pò pericoloso di affrontare un tema già abbastanza delicato.
Che la fiction prenda spunto dalla realtà è cosa nota, il pericolo è il viceversa. Un messaggio, amplificato dal messo televisivo diventa molto più forte e quindi, in pratica, la fiction si sta caricando della responsabilità di mandare il messaggio giusto o sbagliato sull'argomento.
Sarà davvero così facile per il nostro eroe diventare dall'oggi al domani un fotografo professionista, o si imbatterà nella dura realtà del vero mestiere del fotografo? Nella necessità di avere tutte quelle accortezze, attrezzature (dubito gli basterà la sua Canon camuffata e obiettivo standard), capacità organizzative e di gestione della clientela etc etc che fanno parte del "nostro" quotidiano?
Purtroppo la risposta che mi vien da dare automaticamente è molto pessimista, ma vediamo: in fondo il personaggio è caratterizzato come fanfarone, inconcludente, etc e quindi sarà interessante vedere come la cosa andrà a finire.

Sarebbe bello, davvero, poter utilizzare questa situazione per lanciare un messaggio reale sulla situazione di totale "fuori controllo" che inpazza nell'ambiente fotografico tramite il potente mezzo televisivo, che nonostante tanta finzione, riesce ancora a comunicare con estrema chiarezza.

Ci saranno aggiornamenti sulla faccenda. 

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