// Non è tutto oro quello che luccica... per fortuna.

Suppongo sia una cosa abbastanza naturale per chi operi in un determinato settore professionale (e a maggior ragione un settore complesso, sfaccettato e pieno di concorrenza come quello della fotografia) tenersi aggiornato, monitorare, osservare, trarre conclusioni su quanto la concorrenza faccia e offra. Periodicamente faccio il mio solito giro su alcuni blog e siti di amici/concorrenti e in diversi casi è spesso l'ammirazione il motore principale di tale interesse.



Suppongo sia anche naturale, anche se non oggettivamente vero, che si riconosca il lavoro altrui sempre come migliore del proprio. Quante volte vi capita? A me spesso. Non è mancanza di fiducia nei propri mezzi, ma semplicemente mancanza di conoscenza di come gli altri abbiano raggiunto tale risultato. Il giocattolo in genere si rompe quando, appunto, il trucco viene svelato. Quando ci si accorge che quella foto tanto ammirata è in realtà un fotomontaggio, o una immagine realizzata con l'aiuto di 4 assistenti etc etc. Insomma a volte scoprire che non è tutto oro quello che luccica fa bene, e ci riporta con i piedi per terra esattamente lì dove ci troviamo con il nostro lavoro e i nostri mezzi, senza falsi idoli da seguire.


E' quello che succede quando incontri una coppia di ragazzi cui hai fatto un preventivo tempo fa, che poi è stato scartato in favore di qualcun altro (cosa normalissima per un miliardo di motivi ignoti e tutti validissimi). Avevo visto le foto pubblicate dall'autore e, come al solito, mi ero compiaciuto per la capacità di vedere, cogliere il dettaglio e l'originalità del taglio di alcune situazioni. Tuttavia lo sguardo dei due alla mia affermazione che "le foto mi erano molto piaciute" mi ha fatto capire che non era andato tutto esattamente come doveva. E infatti non c'è voluto molto perchè tutto venisse fuori. Senza entrare nel dettaglio e nei meriti della cosa, sarà sufficiente dire che, per amor dello scatto artistico e ricercato, troppi momenti, troppe inquadrature che dovevano esserci non ci sono state.

E' un problema abbastanza comune, a quello che sento e leggo in giro: l'incapacità, spesso totale, di saper  interpretare e, di conseguenza accontentare,  le aspettative dei proprio clienti a favore della ricerca dello scatto da copertina, strappa-applausi.
Far vedere solo i propri scatti migliori ai propri clienti è una prassi, ovviamente, consigliabile ed ovvia ma lacunosa. Mostrare solo alcuni scatti particolari di una storia molto più ampia è come leggere un romanzo solo attraverso i passi principali: possono mancare dei passaggi fondamentali o anche dei particolari che per qualcuno non sono proprio trascurabili.

Quando si decide di fare foto per mestiere, da professionisti, il primo risultato a cui si deve ambire è la soddisfazione del proprio cliente, non del proprio ego fotografico/artistico. Se non si sono capite in pieno le esigenze dei proprio clienti, o la tipologia di approccio da utilizzare, volta per volta il rischio di fallire o non consegnare un lavoro pertinente  diventa estremamente alto.

1 commento:

  1. Quella foto in cui son tutti lì con compatte, telefonini e sorrisi a spicchio di limone mi rievoca momenti allucinanti... Di solito, in quei casi, mi utilizzano come pedana :DDD

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