// La creatività dei libri (Blurb & More)

In cosa consiste la creatività per un fotografo? Non saprei rispondere con esattezza; spesso si parla di bravura e creatività di un fotografo dimenticandosi altri importanti parametri di giudizio, esattamente come spesso si osanna un regista ritenendolo l'artefice unico di tutto un lungometraggio.

Uno dei momenti di maggior creatività pura, assolutamente riconoscibile all'autore stesso, è la selezione di immagini per un portfolio fotografico. E' in quel momento che creatività, capacità di sintesi, di narrazione attraverso immagini, giudizio estetico si fondono e creano un profilo ben preciso delle abilità narrative e comunicative di un autore.





E' un processo che avviene consciamente o inconsciamente ogniqualvolta quando si prepari la selezione per una esposizione, per uno slideshow,  per una galleria web etc etc. Anche il semplice accostamento di due immagini per similitudine, contrasto o altro tipo di rapporto che stabiliamo tra loro, rientra in questo processo di selezione.
Decidere l'ordine, stabilire la dimensione delle immagini, creare il giusto ritmo narrativo... tutto diventa fondamentale per ottenere il massimo impatto nel nostro osservatore e per colpire duro con il messaggio che si vuol trasmettere. Scegliere l'ordine di apparizione o di impaginazione di un gruppo di foto è ancora più complesso, spesso, della realizzazione stessa delle foto. 

La massima espressione di questa arte comunicativa la si raggiunge nella creazione di un libro. Fino a qualche anno fa l'unico modo per mostrare o esibire privatamente o pubblicamente le nostre immagini era quello di stamparle e raccoglierle in album fotografici (nel 90% dei casi i fotografi amatoriali le raccoglievano esattamente con lo stesso ordine in cui erano scattate, senza alcuna cernita nè controllo sull'ordine). Poi venne il digitale, e le foto si iniziarono a guardare al computer, o sul Tv, o su telefonino e tablet con una ancor meno accurata selezione in molti casi. Tuttavia più che alla sequenza completa ci si è concentrati e si continua a prestare troppa attenzione alla singola immagine. Ornamenti, ritocchi, cornici grafiche. Il racconto ne esce molto ridimensionato.

Tuttavia in questa evoluzione del consumo dell'immagine un media aveva mantenuto uno status supremo: il libro fotografico. La realizzazione di un libro, già per definizione, prevedeva un editore, un budget, uno o più sponsor, etc etc. Era rimasto insomma un "mito" irraggiungibile per le forze di un singolo, almeno fino a che il processo di impaginazione e realizzazione non è stato modernizzato e reso disponibile pubblicamente su larga scala grazie e potenti servizi editoriali on line.


Anche in questo caso le cose sono cambiate radicalmente, e nonostante troppo poche persone che si definiscono amanti della fotografia o fotografi ne facciano uso, il fotolibro è, secondo me, il più potente strumento creativo che attualmente un fotografo, di qualsiasi livello, possa sperare di avere.
Con servizi di qualità professionale come Blurb o Apple è possibile, con un pò di gusto e creatività, realizzare dei veri libri comodamente da casa, senza l'ausilio di case editrici.
Blurb (www.blurb.com) inoltre, prevede anche un complesso sistema di vendita e promozione per i propri manufatti. Non viene solo quindi data la possibilità di realizzare, ma anche quella di vendere direttamente il proprio lavoro, senza intermediari per la pubblicità e la distribuzione.
Ogni potenziale cliente può guardare una anteprima del libro e poi decidere se ordinarlo direttamente a casa propria. Nessun obbligo per l'autore quindi, nessun onere per nessuno. Realizzare in maniera professionale un impaginato di un portfolio, di una nostra raccolta di foto per gli usi più disparati, fa fare al proprio lavoro un salto di qualità incredibile agli occhi di un osservatore.
Senza dimenticare la possibilità di realizzare e vendere solamente versioni elettroniche di un libro (ebook) da visionare su appositi dispositivi a prezzi da aperitivo serale.

Realizzare un libro è una esperienza altamente formativa, e lo è ancora di più se già inizialmente il nostro progetto viene indirizzato a tal fine. Uscire a fotografare, scattare sul campo con già in mente un ritmo narrativo, il tipo di layout da realizzare, la successione e il tipo di immagini che si vogliono includere, senza dimenticare la dimensione di stampa delle stesse, portano ad agire seguendo una serie di accorgimenti e soluzioni mai presi in considerazione prima. Ci si trova a fotografare dettagli o inezie semplicemente perchè "vicino a quella foto" o "in quarta di copertina" ci potrebbe star bene... Ci si allena ad avere preventivamente una visione di insieme di un progetto.

In un racconto fotografico una successione ben studiata di poche semplici immagini può essere più forte di una unica immagine spettacolare. Imparare a guidare l'occhio del lettore dal "tutto" al particolare e viceversa è una arte che va affinata e risulta, spesso, narrativamente ed emotivamente parlando più profonda dello scatto, singolo, ricercatissimo e curato in ogni dettaglio.
A tal proposito, se ci troviamo nella condizione di osservatori, non limitiamo mai il nostro sguardo ad una singola immagine. Cerchiamo un filo conduttore, osserviamo l'insieme, il messaggio globale che un autore vuole trasmettere. Sarebbe altrimenti come giudicare un libro, o la bravura di un autore, solo dalla prima pagina o un musicista da un singolo brano.

Le tecniche da affinare nella realizzazione di un libro di immagini sono innumerevoli, e complesse. ma già partendo, iniziando a prendere confidenza con questo potente messo espressivo è un ottimo allenamento per ulteriore maturazione stilistica.


il mio bookstore

Penso che ritornerò più volte su questo argomento, approfondendo vari argomenti nel dettaglio.

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