// Camp Snap: al cuore della fotografia

Quali sono gli aspetti davvero importanti per comprendere la fotografia, oggi, sopraffatti da immagini di ogni tipo ci bombardano da ogni direzione e con qualsiasi intento possibile? E’ possibile, in questo scenario, fornire, a chi inizia a muovere i suoi primi passi nella società, strumenti per comprendere meglio questo complesso mondo ed accostarlo alla propria natura di linguaggio e non farne solo un uso per soddisfare un piacere di tipo estetico?  

 

backstage uscita con classe 2a elementare


 



Riflettendo su questi argomenti, con due figli che gioco-forza si affacciano in questo scenario di immagini onnipresenti, avendo la fortuna di interagire con alcune classi di scuola elementare, mi sono fermamente convinto della necessità di fornire ai giovanissimi, fintanto che privi di altri condizionamenti, strumenti cognitivi adeguati per districarsi, al meglio possibile, nel complesso mondo multimediale in cui viviamo. 

 

backstage laboratorio Piccoli Bugiardi

backstage laboratorio Piccoli Bugiardi




Ecco l’idea: introdurre già i più piccoli, in maniera semplice, all’immagine fotografica (i ragazzini hanno una precoce ed impressionante dimestichezza con il mezzo fotografico moderno per eccellenza: lo smartphone) portandoli a concepire ed utilizzare le fotografie come un vero e proprio linguaggio senza preoccuparsi troppo dell’estetica e della forma.

 

backstage uscita con classe 2a elementare

backstage uscita con classe 2a elementare

 

backstage uscita con classe 2a elementare

backstage uscita con classe 2a elementare


Il limite maggiore che riscontro, da tempo, nei classici metodi di insegnamento ed approccio al mondo della fotografia, è sempre il solito: tutta l’attenzione, sin dall’inizio, viene portata sull’aspetto tecnico e compositivo, sulla qualità oggettiva del risultato e sulla necessità della padronanza assoluta del mezzo fotografico, mettendo così sistematicamente in secondo piano l’impulso creativo. Quasi tutti i corsi base di fotografia passano attraverso i soliti punti cardine di un programma che trasforma i partecipanti in tecnici, burocrati dell’immagine, preoccupati quasi unicamente del gesto tecnico, dei cavilli, a scapito di un contenuto vero e proprio. 

 

Devo proprio sembrare un gigante ai loro occhi :D

 
Chi non ha ancora ricevuto questo tipo di formazione è invece molto più simile a qualcuno che sale sul palco per la prima volta per fare un discorso e va a braccio, di pancia, superando l'ostacolo e cercando la soluzione dentro se stesso.
Ho iniziato a comprendere questa differenza, in maniera evidente, osservando proprio la libertà espressiva che i giovanissimi hanno nell’uso dei loro mezzi tecnologici, nello sperimentare senza porsi particolari paletti.  






Il mezzo è sicuramente necessario per ottenere un risultato, gioca la sua (grande) parte in questo processo. Tuttavia le moderne fotocamere sono ormai veri e propri elaboratori portatili e costringono il fotografo ad essere più un tecnico che un artista. Ecco quindi, l’idea! Porre l’attenzione su concetti semplici (resi ormai complessi dalla troppa tecnologia) e tornare a puntare ad un messaggio nella sua forma più libera si rende necessario semplificare tutto il processo, a partire dalle parole che si vogliono usare e dal mezzo usato per crearle. E chi meglio di un bambino può provare a mettere in campo tutto questo? 

 





E così mi sono rivolto ad una platea giovanissima che non ha ancora assimilato schemi particolari e che utilizza ancora la propria creatività in maniera inconsapevole.
E’ proprio in questo contesto che entrano in gioco le fotocamere Camp Snap, gli strumenti fondamentali su cui ho strutturato una breve serie di incontri alcune classi della scuola elementare della scuola Albertelli di Parma. Lo scopo di questi appuntamenti è stato proprio quello di introdurre i ragazzi al mondo delle immagini, mostrando loro le potenzialità e le caratteristiche del racconto e della documentazione effettuati tramite la fotografia, semplificando al massimo il processo creativo, lasciando libero spazio all’istinto e al divertimento tipico di quell’età.  

 



 

La parte teorica che ho proposto alla classe non è stata di tipo tecnico, bensì "concettuale”. L’attenzione è stata rivolta all’uso che si può fare della fotografia, di come questo possa essere modificato rispetto all’intento originale con estrema facilità.
Sono rimasto stupito dalla già elevata convivenza di questi giovanissimi con il mondo dell’immagine e privarli della possibilità di avere una pre-visione del risultato ha incuriosito molto le loro fervide menti e scatenato il divertimento: il fatto di non poter valutare subito le immagini appena catturate ha lasciato campo libero alla libertà e alla creatività.  


 

La scuola raccontata da dentro - parte delle foto stampate per la selezione per il racconto finale


Le fotocamere Camp Snap sono, a loro modo, una grande rivoluzione nell’ormai vastissimo panorama di prodotti digitali. Potrei descriverle come delle moderne usa e getta non analogiche, con un sensore al posto della pellicola: forma, funzionalità ed estetica richiamano esattamente il feeling delle fotocamere monouso tanto in voga negli anni 90. La differenza, ovviamente, è che in questo caso non c’è bisogno di gettarle neanche a memoria terminata.
Sarebbe tuttavia riduttivo terminare qui la descrizione del prodotto perché non se ne comprenderebbe la filosofia. L’impossibilità di avere qualsivoglia controllo, la mancanza del riscontro visivo durante e dopo lo scatto, spingono forzatamente nella direzione dell’uso istintivo e alla ricerca di spunti, stimoli ed altri mezzi a propria disposizione. Il dover tenere l’occhio vicino al mirino è stato, per tanti bambini, emozionante e divertente, perché un gesto nuovo, fuori dalla routine classica. 

backstage laboratorio Piccoli Bugiardi

 

La foto va “pensata”, “immaginata” lasciando poi spazio anche a quella positiva emozione che è l’ attesa di vederne il risultato in un secondo momento, eliminando quel senso di frenesia e fruizione istantanea dato dal display. Un’esperienza “all’antica” ma realizzata in chiave moderna. Nessuna distrazione, solo un po' di sana attesa e un pizzico di fortuna. “Avrò inquadrato correttamente?” “L’esposizione sarà venuta corretta?” etc. Terapeutico, in un mondo dominato dal tutto-e-subito. In questo contesto anche l’imperfezione e l’errore assumono un ruolo completamente diverso dal solito, diventando parte della casualità del racconto, come un vero frammento di vita.  

 

backstage laboratorio Piccoli Bugiardi

 


Molte scuole limitano moltissimo (o vietano del tutto proprio) l’utilizzo di fotocamere digitali e smartphone durante le uscite didattiche perché motivo di distrazione. Le capacità multimediali audio-video, l’utilizzo tramite display che mina l’esperienza diretta di un evento sono tutti fattori che non permettono una corretta partecipazione alle attività; una fotocamera che invece permette di documentare ma che non offre distrazioni, limitandosi ad offrire solo l’essenziale, diventa una soluzione molto interessante.

P.S: Proprio stamattina l’autobus che portava mio figlio in gita era equipaggiato, su esplicita richiesta della docente, di 3 CampSnap pronte a essere condivise e a raccontare questa avventura!!



 backstage laboratorio Piccoli Bugiardi: scarichiamo...

... e finalmente vediamo quanto realizzato!!

Piccoli Bugiardi, laboratorio di fotografia per giovanissimi, Aprile 2026


Tutte le fotografie che accompagnano questo post sono state realizzate da bambini di età compresa tra 7 e 10 anni circa (2a - 5a elementare), a seguito di due percorsi realizzati con la Istituto Comprensivo Albertelli-Newton di Parma e durante un laboratorio gratuito da me organizzato intitolato "Piccoli Bugiardi". Le foto di backstage sono state gentilmente realizzate da Mauro Binacchi. 

Ringrazio sentitamente la dirigente scolastica Paola Piolanti e tutti i genitori e i piccoli partecipanti che hanno aderito con tanto entusiasmo all'iniziativa "piccoli bugiardi" 

 

colori assortiti molto vintage 


Le fotocamere Camp Snap sono disponibili in diversi colori e sono già dotate di tutto il necessario per il funzionamento (memoria interna da 500 foto, batteria ricaricabile e cavo usb). Sono distribuite in Italia da Toscana Foto Service (che ringrazio tantissimo per la collaborazione) e disponibili nei punti vendita Universo Foto e presso i migliori negozi di fotografia.


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